Proposte, nodo «Generazioni», seconda parte
Un posto dove andare
Bolzano non perde giovani adulti: il saldo è positivo. Quello che le manca, dalla chiusura del Ku.Bo. nel 2007, è una sala di taglia media dove i gruppi possano organizzare serate a costi sostenibili, e più in generale un posto non commerciale dove stare la sera dopo i 18 anni. I centri giovani sono pensati soprattutto per chi va alle superiori; la legge provinciale sul servizio-giovani si rivolge ai giovani fino a 25 anni (solo alcune regole arrivano ai 30); i contributi locali per i giovani si fermano fra i 25 e i 30 anni, e a chi non ha un'associazione offrono al più il sostegno a una singola iniziativa, non uno spazio. Fra i 26 e i 35 anni, e per chi non ha un'associazione alle spalle, resta poco; e gli spazi nati dal basso stanno in piedi su concessioni temporanee.
Propongo che il Comune di Bolzano faccia tre cose che oggi non fa: pubblichi un registro degli spazi che può concedere, con criteri e tempi certi, e lo apra anche ai gruppi informali attraverso un ente garante; conceda quegli spazi per cinque anni, non per un'estate, a reti di collettivi che se li gestiscono; e apra uno sportello unico per le serate, con un modulo solo per licenza, rumore e suolo pubblico. Intorno a questo, un primo spazio stabile da trecento a seicento persone, della taglia della sala più piccola del Ku.Bo. (560 posti), che dal 2007 manca, e un tavolo della notte dove Comune, Questura, gestori e collettivi si parlano prima che si spengano le luci. Il primo passo non costa quasi nulla e ha una data: una candidatura al bando nazionale «Fabbrica» entro il 18 dicembre 2026.
- Stato
- Proposta argomentata, da discutere con il Comune di Bolzano (assessorati ai giovani, al patrimonio e alle attività economiche), con l'Ufficio Politiche giovanili e l'Ufficio Servizio giovani della Provincia e con chi oggi gestisce gli spazi. Versione 1 del 31 ottobre 2026. Auf Deutsch lesen.
- Chi può decidere
- Il Consiglio comunale, con un regolamento sui beni comuni o con una modifica del regolamento del 2000 sulla concessione di immobili per scopi sociali; la Giunta comunale, per il registro, lo sportello e le concessioni; la Provincia, per i contributi della legge sul servizio-giovani e per un eventuale spazio nei propri immobili; un ente del terzo settore, per la candidatura a «Fabbrica».
- Costo stimato
- Circa 303.000 euro l'anno a regime, cioè circa 15 euro per ciascuno dei 20.241 bolzanini fra i 18 e i 34 anni e meno di 3 euro per abitante, più circa 400.000 euro una tantum per adeguare uno spazio. Il calcolo è più sotto.
- Tempi
- Candidatura a «Fabbrica» entro il 18 dicembre 2026; regolamento, registro e sportello nel 2027; prime concessioni quinquennali nel 2027; spazio stabile dal 2028; verifica a fine 2029.
- Novità
- I pezzi ci sono quasi tutti: il Comune concede già immobili alle associazioni con un regolamento del 2000, ma senza durata, senza elenco pubblico e senza posto per chi non è un'associazione; la Provincia finanzia centri e gruppi giovanili con una legge del 1983 che si rivolge ai giovani fino al 25° anno d'età (alcune regole e i criteri dell'ufficio per il gruppo linguistico tedesco arrivano ai 30); Zoona mette alla prova dal 2024 uno spazio nato dal basso, con un uso che secondo i gestori dovrebbe durare circa tre anni. Il Team K ha depositato in aprile una mozione sui negozi sfitti, che al 6 agosto 2026 non era ancora stata discussa. Quello che manca è un titolo stabile sullo spazio e un modo per chiederlo senza dover prima fondare un'associazione.
Il problema, nei dati
Partiamo da un luogo comune: «i giovani se ne vanno». A Bolzano, secondo i dati ASTAT sulla popolazione residente, non è così. Le persone fra i 18 e i 34 anni erano 19.327 alla fine del 2018 e 20.241 alla fine del 2025, il 4,7% in più, mentre in tutta la provincia crescevano dell'1,6%; sono il 18,9% dei 106.901 abitanti della città.1 Seguendo le stesse persone nel tempo il quadro è ancora più netto: chi aveva fra i 18 e i 24 anni nel 2018 era 7.681; sette anni dopo, fra i 25 e i 31, sono 8.480, il 10,4% in più, contro il 3,0% della provincia. A queste età quasi nessuno muore: la differenza è il saldo fra chi è arrivato e chi è partito, e i dati non dicono perché, né quanti dei giovani nati qui se ne siano andati.1 Nel saldo, Bolzano attira giovani adulti. Il problema è un altro.
Abitanti per età a Bolzano e in provincia, 2018–2025, indice 2018 = 100
Dove si incontrano, e dove non possono
L'ultima indagine dell'ASTAT sui giovani, 1.622 interviste a 14–25enni nella primavera del 2021, dice dove ci si vede con gli amici: a casa (74%), nei locali pubblici (65%), nei luoghi pubblici come strade, piazze e cortili (47%), a scuola o all'università (33%); nei centri giovanili il 3%.2 Con l'età il quadro cambia: i locali pubblici passano dal 37% fra i 14–17enni al 73% fra i 18–21enni e all'83% fra i 22–25enni, e anche la casa cresce (dal 63% all'81%), mentre strade e piazze scendono (dal 55% al 39%) e la scuola, com'è ovvio, ancora di più; i centri giovanili, che fra i 14–17enni raccolgono il 5%, sopra i 18 anni scendono sotto la soglia che l'istituto accetta di pubblicare. L'ASTAT lo scrive in chiaro: sono il luogo «dove si trovano con i propri amici quasi solo i 14–17enni».2
A Bolzano, poi, ci si incontra in un altro modo: i giovani bolzanini vedono gli amici a casa molto meno (51% contro il 79% degli altri comuni), nei luoghi pubblici molto più (71% contro 42%) e nei locali un po' meno (60% contro 66%); e l'89% di loro esce nel proprio comune, contro il 49% degli altri.2 In tutta la provincia, dunque, dopo i 18 anni ci si vede di più nei locali e in casa e meno per strada; a Bolzano, a ogni età, meno in casa e più nelle piazze e per strada. L'indagine non incrocia l'età con il comune, e il dato dei 18–25enni bolzanini non c'è; ma le due tendenze insieme fanno pensare che a Bolzano, crescendo, si abbia meno della casa come alternativa al locale, e che restino soprattutto le piazze e i locali. E i locali sono a pagamento, chiudono, o vengono chiusi.
Dove i 14–25enni altoatesini incontrano gli amici (tre risposte possibili, 2021)
| Luogo | Tutti | 14–17 anni | 18–21 anni | 22–25 anni | Bolzano | Altri comuni |
|---|---|---|---|---|---|---|
| A casa propria o di amici | 74% | 63% | 77% | 81% | 51% | 79% |
| Locali pubblici (bar, pub, discoteche) | 65% | 37% | 73% | 83% | 60% | 66% |
| Luoghi pubblici (strade, piazze, cortili) | 47% | 55% | 47% | 39% | 71% | 42% |
| Scuola o università | 33% | 51% | 32% | 16% | 34% | 32% |
| Reti sociali | 29% | 36% | 28% | 24% | 26% | 30% |
| Campi sportivi, palestre | 17% | 21% | 14% | 17% | 19% | 17% |
| Centri giovanili | 3% | 5% | n.p. | n.p. | n.p. | 3% |
Quote di chi indica il luogo fra i tre principali. «n.p.»: stima che l'istituto non pubblica perché troppo incerta. Fonte: ASTAT, Indagine sui giovani 2021, grafico 3.5, tabella 3.4 e testo.2
Più annoiati di prima
La stessa indagine chiede, dal 2009, se si è soddisfatti del proprio tempo libero. I soddisfatti erano il 77% nel 2009, il 70% nel 2016, il 65% nel 2021; chi dice di annoiarsi spesso è passato dall'8% al 10% al 15%. Fra i 18–21enni gli annoiati sono il 20%.2 Il 2021 era un anno di pandemia e il confronto va preso con cautela; ma la direzione è la stessa da dodici anni.
Tempo libero dei 14–25enni altoatesini nelle tre indagini ASTAT
Due numeri ancora, perché dicono dove sta il disagio. Alla domanda su che cosa serve per realizzare il proprio progetto di vita, il «divertimento» è indicato dal 23% dei giovani, dopo lavoro, sanità, libertà di espressione, benessere economico e impegno contro le discriminazioni; ma alla domanda su dove la Provincia dovrebbe impegnarsi di più, le politiche giovanili sono al primo posto con il 60%, erano il 48% nel 2016, e a Bolzano il 67%, contro il 59% degli altri comuni.2 E il 58% dei giovani bolzanini si dice disposto a lasciare l'Alto Adige per sempre per il proprio progetto di vita, contro il 38% degli altri comuni.2 Il saldo, abbiamo visto, è positivo; ma la disponibilità a partire è alta, e secondo l'ASTAT la differenza dipende soprattutto dalla madrelingua: in tutta la provincia è disposto a partire il 62% dei giovani di madrelingua italiana e il 67% di quelli di madrelingua straniera, contro il 33% di quelli di madrelingua tedesca o ladina.2
Che il problema non è demografico ma di luoghi, e che ha un'età e una forma precise. In città ci sono 17 centri giovani, con una quarantina di operatori; i ragazzi li usano poco ma li hanno, e dopo i 18 anni quasi nessuno li indica più come luogo d'incontro. Poi l'offerta pubblica si assottiglia per gradini: la legge provinciale si rivolge ai giovani fino a 25 anni; il bando «Youth in Action» del Comune e «Tabula Rasa» arrivano a 26; la legge vuole che le organizzazioni che gestiscono i centri giovani abbiano un organo esecutivo formato, di norma, in maggioranza da giovani fra i 18 e i 30 anni, e l'ufficio provinciale per il gruppo linguistico tedesco finanzia organizzazioni di giovani fino a 30 anni e gruppi con un responsabile di progetto. Fra i 26 (o i 30) e i 35 anni non c'è quasi nulla; e a ogni età chi non ha un'associazione trova al più un contributo per una singola iniziativa, mai uno spazio. Dai 18 ai 34 anni, che a Bolzano sono ventimila persone, quello che resta sono i locali a pagamento, le piazze e, dal 2024, un cortile e un capannone in uso temporaneo in via Lancia. L'indagine dell'ASTAT chiede dove ci si incontra ma non se mancano luoghi dove farlo, e la sua lista dei problemi dell'Alto Adige non li contiene: è un tema che la statistica pubblica non misura, ed è uno dei motivi per cui la pagina «Che cosa non so ancora» è lunga.
Che cosa c'è già
Zoona Magnifiique, via Lancia. Dal luglio 2024 un cortile e, dall'autunno, un capannone nell'area del futuro «Quartier Rombrücke», di proprietà privata, ospitano concerti, jam session, DJ set e laboratori organizzati da collettivi di ragazzi (Sk8project, Magnifiique, Otro Mundo, Afzack) con il Centro specialistico gioventù del Forum Prävention, che se ne occupa, nelle parole dei gestori, degli aspetti finanziari, legali e amministrativi. La proprietà si è detta disponibile a concederlo «per circa tre anni»; la Provincia sostiene il progetto con un contributo e il Comune ha dichiarato di volerlo sostenere come ulteriore luogo per i giovani; gli importi non sono pubblici. Nell'estate del 2024, fra luglio e fine settembre, oltre 43 eventi e più di 4.000 presenze; nel 2026 è ancora attiva.3 Il responsabile, Florian Pallua, lo ha detto all'apertura: vogliono «far vedere alla città che uno spazio per giovani che nasce dal basso funziona», e se in tre anni non fiorisce nulla «vuol dire che non c'è bisogno di investire così tanti soldi». Ha detto anche qual è, per lui, l'ostacolo per chi comincia: per organizzare un concerto «devo prima di tutto avere un'associazione», altrimenti la licenza non si può chiedere.3 Contati dal 2024, i tre anni finirebbero intorno al 2027; un atto che lo dica non l'ho trovato.
Pippo e l'Anfiteatro Arcobaleno, Parco Petrarca. Il Pippo è un centro giovani che ha come referenti Arciragazzi Bolzano e il centro papperlapapp. Offre ai ragazzi delle scuole superiori del circondario un posto dove pranzare e stare insieme, e ha una sala concerti, il Pippo.stage, che Arci descrive come un punto di riferimento della scena subculturale di Bolzano e che anche gruppi esterni possono usare, se le loro attività sono in linea con gli obiettivi del centro. Sopra, l'anfiteatro ospita d'estate «Arietta Fresca», una rassegna con il sostegno del Comune: nel 2025, curata da Arci Bolzano e a ingresso libero, dal 19 luglio all'11 settembre, dopo un anno di stop; nel 2026, curata da Arciragazzi e papperlapapp, oltre venti appuntamenti da luglio a fine settembre. Nel 2025 l'assessore ai giovani Claudio Della Ratta l'ha chiamata «un esempio virtuoso di economia della notte».4 Quanto il Comune spenda oggi per il Pippo e per gli altri centri giovani non l'ho trovato in un atto pubblico.
Il Ku.Bo., 2002–2007. Il precedente che tutti citano era un capannone in via Gobetti, a Bolzano sud, che il Comune aveva preso in affitto e metteva a disposizione delle associazioni per concerti e feste: due sale da 560 e 1.140 persone, con un canone per serata fino a 465 e 750 euro più IVA. Ha chiuso nel settembre 2007 perché il Comune non ha rinnovato il contratto con il proprietario, e nel 2012 un privato aprì in via Galvani un club presentato come il suo erede.5 Nel giugno 2026, commentando la chiusura di alcuni locali, il consigliere provinciale Alex Ploner (Team K) ha detto che Bolzano, dopo la chiusura del Ku.Bo., «non ha più creato un vero luogo di ritrovo per i giovani».6
Le chiusure del 2026. Nel giugno 2026 la stampa ha messo in fila i provvedimenti dei mesi precedenti: la chiusura per trenta giorni, in aprile, di una discoteca a Gargazzone; quindici giorni di stop per una discoteca a Bressanone; provvedimenti contro un locale di musica dal vivo a Merano e contro piccoli locali del centro di Bolzano; il consigliere comunale Manuel Nardo, gestore di un locale, ha chiesto di rivedere l'articolo 100 del testo unico di pubblica sicurezza, con cui il Questore può sospendere la licenza di un esercizio in cui siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose, o che comunque costituisca un pericolo per l'ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini; il consigliere provinciale Paul Köllensperger ha detto che «stiamo perdendo i nostri giovani».6 Questa proposta non entra nel merito dei singoli provvedimenti; ne prende atto come di un fatto: i luoghi commerciali della notte sono esposti a chiusure che non dipendono da chi li frequenta, e non esiste un luogo non commerciale che le assorba.
Le regole. La legge provinciale del 1983 sul servizio-giovani, con cui la Provincia finanzia centri, associazioni e gruppi giovanili, «si rivolge ai giovani fino al 25mo anno di età»; i suoi centri giovanili devono essere «diretti di norma da esperti in campo pedagogico operanti a tempo pieno», e gestiti da organizzazioni il cui organo esecutivo è formato, di norma, in maggioranza da giovani fra i 18 e i 30 anni. I criteri dell'Ufficio Servizio giovani, per il gruppo linguistico tedesco, finanziano progetti di organizzazioni composte prevalentemente da giovani fino a 30 anni e di gruppi giovanili con un responsabile di progetto nominato; l'Ufficio Politiche giovanili, per il gruppo italiano, ammette comitati e gruppi informali solo per singole iniziative.7 Il Comune concede immobili alle associazioni con un regolamento del 2000, aggiornato nel 2002: possono chiederli «persone giuridiche ed associazioni» senza fini di lucro, le domande si confermano ogni anno entro il 31 gennaio, la precedenza va a chi deve lasciare la sede che occupa e alle associazioni iscritte all'albo, poi, per settore, alle attività sociali, culturali, ricreative, sportive; il canone viene da una stima e può scendere fino al 50%, o al 70% negli edifici vecchi e malandati, e per i servizi culturali, ricreativi o sportivi coerenti con i programmi del Comune, che sostituiscano o integrino attività comunali, la concessione può essere gratuita, con la manutenzione a carico. Non c'è una durata, non c'è un elenco pubblico degli immobili disponibili, e un gruppo di ragazzi senza statuto non può iscriversi; la graduatoria del 2026, approvata in marzo, conta 25 associazioni in attesa, quasi tutte per sedi sociali e magazzini.8 Per una serata aperta al pubblico la domanda di autorizzazione va presentata online almeno trenta giorni prima, con una richiesta separata all'Ufficio Ambiente se c'è musica in un esercizio commerciale o in un pubblico esercizio; per gli eventi oltre le cinquecento persone serve un calcolo del rischio.9
I bandi. Il Comune finanzia con «Youth in Action» fino a cinque idee di giovani fino a 26 anni, con 2.000 euro ciascuna, purché appoggiati a un'associazione; la Provincia finanzia con la legge del 1983 contributi ordinari, iniziative e investimenti fino all'80 e al 90% della spesa, anche a comitati e gruppi informali per singole iniziative; con «Tabula Rasa» Weigh Station ha gestito nel 2025, con il sostegno di Provincia, Comune e Fondazione Cassa di Risparmio, un fondo di 15.000 euro per idee di 18–26enni, singoli o gruppi informali ma non associazioni, esaurito in poche settimane, e ne ha selezionate sette; nel 2026 il fondo è salito a 30.000 euro, ed è già esaurito; e dal 4 novembre al 18 dicembre 2026 Sport e Salute riceve, per il Ministro per lo sport e i giovani, le domande per «Fabbrica», 27 milioni per «spazi civici» per i 14–35enni, da 150.000 a 250.000 euro per progetto per 18–24 mesi, con punti espliciti per l'autogestione dei giovani.10 Gli elenchi, con le scadenze, sono nella pagina «Spazi e bandi», che aggiorno a ogni sessione.
Le proposte in campo. Il Team K ha chiesto nel programma per le comunali del 2025 «centri culturali interdisciplinari con opportunità di clubbing» e un autobus notturno a chiamata, e il 21 aprile 2026 ha depositato in Consiglio comunale la mozione n. 11, «Negozi sfitti in città, una proposta»: il Comune prenda in locazione locali sfitti e li affidi gratis o a condizioni di favore ad associazioni del terzo settore, comitati di quartiere e altre forme di cittadinanza attiva (la stampa cita anche giovani artisti e artigiani), con una mappatura e criteri trasparenti, attraverso i «patti di collaborazione» usati a Trento. Al 6 agosto 2026 la mozione risultava tradotta e in attesa di discussione.11 In settembre una commissione consiliare ha invece approvato una modifica del regolamento di polizia urbana che, se il Consiglio comunale la approverà, obbligherà a tenere decorosi i locali sfitti, con multe da 600 a 1.000 euro: il Comune si occupa dei negozi vuoti dal lato del decoro, non dell'uso.11 Bolzano non ha un regolamento sui beni comuni; nel marzo 2024 in regione ne avevano uno otto comuni, tutti trentini.11
Quello che manca, allora, non è un bando in più né un centro giovani in più. È un titolo stabile sullo spazio, un modo per chiederlo senza prima fondare un'associazione e senza limiti d'età, e un posto di taglia media che oggi non c'è.
Che cosa sappiamo da altrove
Trento e Bologna, i patti di collaborazione. Bologna ha adottato nel 2014 il primo regolamento italiano sui beni comuni urbani, con cui cittadini, gruppi informali e associazioni firmano con il Comune un «patto» per curare o gestire uno spazio; un'interrogazione regionale del 2024 conta, dopo dieci anni, 310 enti locali che lo hanno adottato e oltre 8.000 patti.11 Trento lo usa anche per gli spazi dei giovani: nel 2021 ha affidato lo skate park, dopo un primo patto del 2017, a UISP e a quattro associazioni giovanili con un patto biennale e un gruppo di lavoro permanente.12 È lo strumento che la mozione del Team K chiede per Bolzano; la prova che esiste è forte, la prova che funzioni è debole: non ho trovato una valutazione che dica se i patti durano, se gli spazi restano aperti, chi li usa.
«Spazi civici» nazionali. Il programma Play District – Spazi Civici di Comunità ha finanziato dal 2023 al 2026 164 progetti in 17 regioni, raggiungendo più di ventimila giovani fra i 14 e i 34 anni; il successivo «RiGenerazioni» ha ricevuto 818 proposte e ne ha ammesse 259 alla fase di accompagnamento; «Fabbrica» ne raccoglie l'eredità, «capitalizzandone esperienze, strumenti ed evidenze».10 Sono conteggi, non valutazioni: quanti di quegli spazi siano ancora aperti a fine finanziamento, nessun documento che ho letto lo dice. È il rischio principale anche per Bolzano, ed è il motivo per cui il bando va usato per uno spazio che ha già un titolo oltre la durata del progetto.
I «sindaci della notte». Amsterdam ha un Nachtburgemeester dal 2003, indipendente dal 2014; Londra ha una Night Czar dal 2016, Mannheim il primo Nachtbürgermeister tedesco dal 2018, Praga dal 2019. Lo studio più completo, un'indagine su 35 persone in 34 città pubblicata su Urban Studies, descrive un ruolo interamente consultivo (nessuno dei sindaci della notte può cambiare leggi o regolamenti), spesso a tempo parziale, con più della metà dei bilanci non oltre i 20.000 dollari, e avverte che misurarne l'impatto non era lo scopo dello studio e resta da fare. L'unico numero spesso citato, il calo del 40% delle segnalazioni di disturbo a Rembrandtplein, viene da un progetto pilota con venti steward valutato nel 2018, non dalla figura in sé.13 A Mannheim, dopo un anno, il bilancio era fatto di cose piccole e concrete: incontri ogni quattro–sei settimane con il responsabile comunale della sicurezza, i bagni dei locali aperti a tutti, casse per lasciare i vuoti; e progetti falliti per mancanza di fondi o di sostegno.13
Zoona come precedente locale. Il precedente più vicino è in città: un cortile in uso temporaneo, un ente che fa da garante e una rete di collettivi e associazioni hanno prodotto in un'estate oltre 43 eventi e oltre 4.000 presenze. È il modello che propongo di rendere stabile; il suo limite è il titolo sullo spazio, tre anni e privato.3
Poco, e va detto. Sui patti di collaborazione e sugli spazi civici abbiamo numeri di attività, non di effetto; sui sindaci della notte abbiamo descrizioni, e gli stessi autori dicono che l'impatto non è stato misurato. L'unico dato di esito che ho è locale e piccolo: le oltre 4.000 presenze di Zoona in un'estate. Per questo la proposta non promette che i giovani «restino» o che le chiusure finiscano: promette luoghi aperti, contati, con una durata e una verifica; e chiede all'ASTAT, nella prossima indagine, di fare la domanda che manca.
Che cosa propongo
Cinque componenti, di cui tre non costano quasi nulla e due sì. L'idea di fondo è la stessa di Zoona: la città non deve gestire i luoghi dei giovani adulti, deve rendere possibile che lo facciano loro, e garantire il tempo per farlo. Nessuna delle cinque ha un limite d'età: si rivolgono a chi organizza, e per questo arrivano anche agli anni fra i 26 e i 35 che oggi restano scoperti.
1. Il registro degli spazi. Il Comune pubblica, e aggiorna ogni sei mesi, l'elenco degli spazi che può concedere a chi organizza attività aperte a tutti: locali del patrimonio, sale dei centri civici e delle circoscrizioni, palestre e aule scolastiche la sera e il sabato, i palchi dei parchi, i locali sfitti che decide di prendere in affitto come chiede la mozione n. 11, e gli spazi che la Provincia e l'Azienda sanitaria mettono a disposizione. Per ogni spazio: metri quadri, capienza, orari possibili, regole sul rumore, canone o gratuità, chi lo ha in uso e fino a quando. Il registro è la base del regolamento, che il Consiglio comunale approva nel 2027 scegliendo fra due strade: un regolamento sui beni comuni con i patti di collaborazione, come Trento e Bologna, oppure una modifica del regolamento del 2000, che aggiunga la durata, l'elenco pubblico e l'accesso dei gruppi informali attraverso un garante.8
2. Concessioni di cinque anni a reti di collettivi, con un ente garante. Chi chiede uno spazio non deve essere un'associazione: può essere una rete di due o più collettivi che si appoggia a un ente del terzo settore con esperienza, il «garante», che firma la concessione, tiene i conti, chiede le licenze e risponde dei danni, come fa il Forum Prävention per Zoona e Arciragazzi per il Pippo. La concessione dura cinque anni, rinnovabile una volta, con un canone zero o simbolico in cambio della manutenzione ordinaria e di un programma minimo pubblico, per esempio quaranta serate aperte l'anno; e si revoca con preavviso di un anno, non di un'estate. Il garante riceve dal Comune e dalla Provincia un contributo fisso per il lavoro che fa, e dai collettivi niente.
3. Lo sportello unico per le serate. Un modulo solo, online, per la licenza temporanea di pubblico spettacolo, l'occupazione del suolo pubblico e la richiesta sul rumore, con una risposta entro dieci giorni lavorativi per gli eventi fino a duecento persone negli spazi del registro, che hanno già agibilità e regole scritte; e una persona, nell'Ufficio Giovani, che accompagna chi lo fa per la prima volta. Oggi servono trenta giorni e, per la musica in un locale, una seconda domanda all'Ufficio Ambiente; chi organizza dice che senza un'associazione la licenza non si ottiene, e la pagina del Comune non lo chiarisce.9 Per i gruppi informali, la domanda la firma il garante.
4. Un primo spazio stabile di taglia media. Da trecento a seicento persone, con acustica e uscite a norma, in una zona produttiva o comunque lontana dalle camere da letto, aperto fino alle due o alle tre del mattino nei fine settimana, con regole sul rumore scritte prima dell'apertura. È la taglia della sala più piccola del Ku.Bo., e una sala così la città non l'ha più dal 2007: non un club commerciale e non un centro giovani, ma una sala che le reti del punto 2 usano a turno, a costo di gestione. Il Comune lo cerca prima fra i propri immobili e fra quelli della Provincia; se non lo trova, lo affitta, come fece nel 2002. Il primo candidato naturale è Zoona stessa, se la proprietà accetta di prolungare l'uso oltre il 2027 o il Comune negozia un titolo nel piano del Quartier Rombrücke, che prevede 1.000 alloggi e 500 posti per studenti; il secondo è un capannone da affittare.3
5. Il tavolo della notte. Non un sindaco della notte, di cui le prove sono deboli, ma un tavolo trimestrale convocato dall'assessorato ai giovani con la Questura, la polizia municipale, i gestori dei locali, i garanti e i collettivi, con un ordine del giorno pubblico: i provvedimenti dell'ultimo trimestre, le serate autorizzate e negate, le lamentele per il rumore, i dati del registro. Costa il tempo di chi ci va, e produce la cosa che oggi manca: che le parti si parlino prima, non dopo.
Il bando «Fabbrica» riceve le domande dal 4 novembre al 18 dicembre 2026, finanzia da 150.000 a 250.000 euro per 18–24 mesi di attività, non di muri, e chiede un capofila sportivo dilettantistico o del terzo settore (in questo caso un'associazione o una fondazione), un partenariato di almeno tre soggetti, capofila compreso, con una componente sportiva e una sociale, uno spazio disponibile per tutta la durata, e dà venti punti su cento all'autonomia dei giovani.10 A Bolzano i candidati naturali sono il Forum Prävention con i collettivi di Zoona e una società sportiva partner (Sk8project, se iscritta al registro delle attività sportive, o una società di quartiere), oppure Arci e Arciragazzi con il Pippo; il Comune può entrare come partner pubblico e, soprattutto, garantire per iscritto lo spazio fino al 2029. Non serve un regolamento: basta un atto della Giunta che garantisca uno spazio comunale, come l'anfiteatro e il Pippo, per la durata del progetto, o un impegno scritto della proprietà di via Lancia. Se la domanda vince, Bolzano ha due anni di attività pagate e il tempo per scrivere il regolamento; se non vince, ha comunque una rete e un progetto pronti per i bandi provinciali del 2027.
Quanto costa, e chi paga
Le cifre che seguono sono stime mie, con le ipotesi dichiarate; nessuna viene da un preventivo. I contributi esistenti ai centri giovani e a Zoona non sono contati: conto solo ciò che la proposta aggiunge.
Costi annui a regime per Bolzano, 20.241 persone fra i 18 e i 34 anni
| Voce | Ipotesi | Costo l'anno | Chi paga |
|---|---|---|---|
| Registro degli spazi e sportello unico | Mezzo posto di lavoro in più fra l'Ufficio Giovani e l'Ufficio Attività economiche | 30.000 euro | Comune |
| Due enti garanti | 60.000 euro l'anno ciascuno per un operatore e le spese amministrative (il contributo pubblico a Zoona non è pubblicato) | 120.000 euro | Provincia (legge sul servizio-giovani) e Comune |
| Spazio stabile: affitto | Capannone di circa 900 metri quadri in zona produttiva a 70 euro al metro quadro l'anno (stima, non un'offerta di mercato); zero se è un immobile pubblico | 63.000 euro | Comune |
| Spazio stabile: gestione | Utenze, pulizie, assicurazione e sicurezza per un centinaio di serate l'anno | 50.000 euro | Comune, con i ricavi delle serate dei collettivi |
| Fondo serate | Service, SIAE, licenze e steward per le reti dei collettivi; oggi «Youth in Action» vale al massimo 10.000 euro | 40.000 euro | Comune e bandi |
| Tavolo della notte | Quattro riunioni l'anno | 0 | Nessuno in più; il costo è il tempo |
| Totale | 303.000 euro | Circa 15 euro per ogni 18–34enne, meno di 3 per abitante |
Una tantum, in più: circa 400.000 euro per adeguare lo spazio del punto 4 (acustica, uscite di sicurezza, bagni, impianti), finanziabili fino all'80% come investimento per strutture per i giovani con la legge provinciale del 1983, se il beneficiario è un ente ammesso.7 Per persona raggiunta: cento serate l'anno con 250 presenze in media fanno 25.000 presenze, circa 12 euro a presenza; Zoona ne ha contate oltre 4.000 in un'estate con oltre 43 eventi.3
Il costo vero non è in tabella: è la concessione di cinque anni. Oggi il Comune e i proprietari privati concedono per un'estate perché così possono riprendersi lo spazio quando vogliono; cinque anni con un preavviso di uno sono un impegno che vincola la Giunta successiva. È proprio quel vincolo, però, a permettere a un collettivo di comprare un impianto, formare chi fa il servizio alla porta, costruire un pubblico: le cose che in tre mesi non si fanno.
Come sapremo se funziona
- Gli spazi. Numero di spazi nel registro, numero di concessioni attive e loro durata residua, metri quadri concessi per mille 18–34enni; oggi il registro non esiste e il numero è zero.
- Le serate. Serate aperte al pubblico autorizzate negli spazi del registro per anno, giorni fra domanda e risposta allo sportello, domande respinte e perché; presenze contate alla porta, come Zoona fa già.
- Le persone. Nella prossima indagine dell'ASTAT sui giovani, attesa dopo il 2026, la quota di 18–25enni soddisfatti del tempo libero e la quota di chi si annoia spesso (65% e 15% nel 2021; 20% di annoiati fra i 18–21enni), confrontando i bolzanini con gli altri comuni come l'indagine fa già; e una domanda nuova, da chiedere all'ASTAT, sui luoghi non commerciali dove si va la sera, estesa fino ai 35 anni.
- Il confronto. Non esiste un gruppo di controllo per una città sola. Il confronto possibile è doppio: nel tempo, con gli stessi indicatori prima e dopo; e nello spazio, con Merano e Trento, che non adottano la proposta, sugli stessi numeri di serate e di spazi, da chiedere ai due comuni.
- Verifica a due anni, fine 2029. Si prosegue, aprendo un secondo spazio o allargando le concessioni, se ci sono almeno tre concessioni quinquennali attive, lo spazio stabile ha fatto almeno cinquanta serate in un anno e le presenze crescono; si corregge, spostando soldi dal fondo serate ai garanti o viceversa, se le serate ci sono ma i collettivi non durano, o durano ma non riempiono; si chiude, restituendo lo spazio e tenendo solo registro e sportello, se dopo due anni le reti non si sono formate. I criteri si scrivono nella delibera istitutiva.
Obiezioni
«Ci sono già 17 centri giovani.» È vero, e per i 14–17enni sono una rete seria. Ma sono pensati soprattutto per chi va alle superiori, e i dati dell'ASTAT dicono che sopra i 18 anni quasi nessuno li indica come luogo d'incontro. La proposta non ne apre un diciottesimo: si occupa dell'età in cui finiscono.
«Sono adulti: si organizzino, come fanno tutti.» Lo fanno, e Zoona lo dimostra. Quello che non possono fare da soli è firmare una concessione, avere un titolo per cinque anni e chiedere una licenza senza un'associazione alle spalle: tre cose che dipendono dal Comune, non da loro. La proposta chiede al Comune esattamente quelle tre.
«La Provincia finanzia già i gruppi giovanili fino a 30 anni.» Sì, e la proposta ci conta: l'Ufficio Servizio giovani finanzia progetti di organizzazioni di giovani fino a 30 anni e di gruppi con un responsabile di progetto, e l'Ufficio Politiche giovanili sostiene anche gruppi informali per singole iniziative. Ma sono contributi per attività, non un titolo su uno spazio, e non arrivano ai 35 anni. Il garante del punto 2 serve proprio a far arrivare quei contributi a gruppi che da soli non durerebbero abbastanza per chiederli.
«Il rumore: nessuno vuole una sala concerti sotto casa.» Per questo lo spazio di taglia media sta in zona produttiva o comunque lontano dalle abitazioni, con orari e limiti scritti prima e un tavolo dove le lamentele arrivano prima dei provvedimenti. Gli spazi di quartiere del registro, invece, hanno orari diurni e serali, non notturni.
«Il Questore chiude i locali per ragioni di ordine pubblico, e chiuderà anche questi.» Può farlo, con lo stesso articolo 100. Ma uno spazio senza alcol, a ingresso libero, con un ente garante e un programma pubblico è meno esposto di un locale commerciale, e il tavolo della notte serve a questo: a far sapere prima che cosa succede e a correggere. Non è una garanzia; è una riduzione del rischio.
«I giovani vanno comunque via.» A Bolzano il saldo dice di no: i 18–34enni crescono e la coorte dei diciottenni del 2018 è più numerosa oggi di allora. Il saldo non dice quanti partono, perché chi parte può essere sostituito da chi arriva; e la disponibilità a partire «per sempre» del 58% è un sentimento, non un flusso; e un posto dove andare non lo cambia da solo, ma è una delle poche cose su cui un Comune può agire in un anno.
«È concorrenza sleale ai locali.» Un'offerta a ingresso libero e senza alcol è un'offerta diversa, e i gestori siedono al tavolo. Il Ku.Bo. ha convissuto per cinque anni con i locali della città.
«Il Comune non ha immobili adatti.» Forse. Per questo il registro viene prima dello spazio: è l'inventario che dice se esistono. E nel 2002 il Comune uno spazio lo ha affittato; la proposta chiede di rifarlo, con un contratto più lungo.
«Cinque anni sono troppi per un gruppo di ventenni.» Sono la durata giusta per un garante, non per un collettivo: i collettivi cambiano, il garante resta e la concessione passa alla rete successiva. È quello che succede già al Pippo, dove la gestione è stabile e chi suona cambia ogni anno.
Che cosa non so ancora
- Con quale contratto, fino a quando e con quali contributi pubblici Zoona usa l'area di via Lancia: i tre anni sono una dichiarazione dei gestori, non un atto che ho letto.3
- Quanto spendano oggi il Comune e la Provincia per i centri giovani e per Zoona: non ho trovato cifre in atti pubblici.
- Quanti e quali locali abbiano ricevuto provvedimenti di sospensione a Bolzano negli ultimi anni, e per quanto: la Questura non pubblica un elenco.
- Chi usa i 17 centri giovani, con quale età, e se abbiano limiti d'età scritti: non ho trovato dati di presenza né regolamenti.
- Che cosa fanno la sera i 26–35enni: l'indagine dell'ASTAT sui giovani si ferma ai 25 anni; l'indagine dell'ISTAT sugli aspetti della vita quotidiana ha stime per la provincia sulla partecipazione culturale a tutte le età, che non ho ancora letto.2
- Se un gruppo informale possa oggi chiedere da solo un'autorizzazione di pubblico spettacolo: la pagina del Comune non lo dice.9
- Quando sarà discussa la mozione n. 11 e quando la prossima indagine dell'ASTAT sui giovani.11
- Quanto costi davvero adeguare un capannone a sala per seicento persone: i 400.000 euro sono un ordine di grandezza, non un preventivo.
Due domande per chi vive qui
Alcune di queste cose le sa chi ha fra i 18 e i 35 anni e abita a Bolzano, o chi ha provato a organizzare una serata. Rispondere richiede un minuto e non si chiedono dati personali; le risposte non sono pubbliche, le leggiamo Alessandro e io.
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Fonti
- ASTAT, Istituto provinciale di statistica, banca dati astatdata, dataset «Popolazione residente per sesso e singolo anno di età» (DF_POPMIG_POPRES_3): popolazione al 31 dicembre 2018–2025 per Bolzano e per la provincia, estratta il 31 ottobre 2026. Le classi d'età, gli indici e le coorti (chi aveva 18–24 anni nel 2018 confrontato con chi ha 25–31 anni nel 2025) sono calcoli miei dai singoli anni di età; la popolazione totale di Bolzano al 2025 (106.901) coincide con quella dell'Atlante statistico usata nel resto del sito. I dati del 2025 sono provvisori.
- ASTAT, «Indagine sui giovani 2021», Collana n. 232, aprile 2022: 1.622 interviste a 14–25enni residenti in provincia, febbraio–aprile 2021; luoghi d'incontro (graf. 3.5, tab. 3.4 e testo, p. 46–48), dove si esce (p. 48–49), soddisfazione per il tempo libero e noia nelle edizioni 2009, 2016 e 2021 (p. 60–62), problemi dell'Alto Adige (graf. 5.2, p. 84–87), disponibilità a lasciare l'Alto Adige, anche per madrelingua (graf. 5.4 e testo, p. 89–90), condizioni per il progetto di vita (tab. 5.3, p. 91–92), ambiti d'impegno della Provincia (graf. 5.9 e tab. 5.7, p. 98–100). Le stime che l'istituto non pubblica per incertezza sono indicate con «n.p.».
- salto.bz, «Zoona, l'aggregazione giovanile in zona», 18 luglio 2024 (intervista a Florian Pallua: collettivi, aspetti finanziari, legali e amministrativi, disponibilità della proprietà «per circa tre anni», cortile fino a fine settembre 2024, necessità di un'associazione per la licenza); Südtirol News, «Zoona Magnifiique in Bozen eröffnet», 21 agosto 2024 (inaugurazione, proprietà, contributo provinciale, sostegno del Comune) e «Jugendkultur-Sommer in der Zoona Magnifiique erfolgreich abgeschlossen», 4 ottobre 2024 (oltre 43 eventi, oltre 4.000 presenze); stol.it, «Bozen: Hunderte besichtigen das Quartier Rombrücke», 29 ottobre 2023 (1.000 alloggi e 500 posti per studenti); uploadsounds.eu, concerto SKT, 26 settembre 2026, ingresso libero (attività nel 2026).
- Arci Bolzano Bozen, «Pippo.food.chill.stage» (pranzo per i ragazzi delle scuole superiori del circondario, Pippo.stage, uso da parte di gruppi esterni), «Arietta Fresca», 21 luglio 2025, e «Arietta Fresca 2026», 10 luglio 2026 (Arciragazzi Bolzano e Papperlapapp referenti del centro; oltre venti appuntamenti da luglio a settembre); il Dolomiti, «Valorizzare e rivitalizzare gli spazi cittadini grazie alla cultura e agli eventi», 18 luglio 2025 (dichiarazione dell'assessore Della Ratta); Comune di Bolzano, «Bolzano, una Rete per i Centri Giovani», 3 dicembre 2025 (17 centri, circa 40 operatori).
- salto.bz, «La rete torna a parlare del Ku.Bo», pubblicato il 22 settembre 2014, contributo di un lettore che cita il disciplinare comunale del 2002 (capannone comunale di via Gobetti, 2002–2007; due sale da 560 e 1.140 persone; canoni fino a 465 e 750 euro più IVA); riegler.it, «Kubo Club» (chiusura a fine settembre 2007, affitto non rinnovato dal Comune); Alto Adige, «Nasce il nuovo Kubo: in via Galvani apre l'Arena Rock», 23 marzo 2012.
- il Dolomiti, «Giro di vite sui locali, la notte altoatesina rischia di spegnersi», 19 giugno 2026 (Gargazzone trenta giorni in aprile, Bressanone quindici, Merano, Bolzano; dichiarazioni di Manuel Nardo e Paul Köllensperger); Buongiorno Südtirol, «Chiudono i locali, se ne vanno i giovani: l'Alto Adige si spegne da solo», 19 giugno 2026 (posizione del Team K); Team K, «Vita notturna contro la desolazione: l'Alto Adige perde i suoi giovani», comunicato del 19 giugno 2026 (dichiarazioni di Alex Ploner sul Ku.Bo. e di Paul Köllensperger); art. 100 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), testo vigente su Brocardi, come modificato dall'art. 12-bis del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14.
- Legge provinciale 1° giugno 1983, n. 13, «Promozione del servizio-giovani nella Provincia di Bolzano», art. 2 («fino al 25mo anno di età»), art. 7 (centri giovanili e punti di incontro; comma 3: organo esecutivo dei gestori formato di norma in maggioranza da giovani fra 18 e 30 anni) e art. 10 (comitati e gruppi giovanili), testo vigente letto sul Lexbrowser il 31 ottobre 2026; Provincia autonoma di Bolzano, mycivis, «Contributi per il servizio giovani» dell'Ufficio Politiche giovanili (contributi ordinari e per iniziative fino al 90%, investimenti fino all'80%, anche a comitati e gruppi informali per singole iniziative; scadenze 10 novembre, 31 marzo e 31 luglio; criteri della delibera della Giunta provinciale n. 961 del 5 novembre 2024) e servizio 1009760 dell'Ufficio Servizio giovani, per il gruppo linguistico tedesco (organizzazioni giovanili composte prevalentemente da giovani fino a 30 anni e gruppi giovanili con un responsabile di progetto nominato; criteri della delibera della Giunta provinciale n. 102 del 6 febbraio 2026; nessuna scadenza), riletta il 31 ottobre 2026.
- Comune di Bolzano, «Regolamento per la concessione di immobili comunali per scopi sociali», delibera del Consiglio comunale n. 130 del 9 novembre 2000, modificata con delibera n. 34 del 26 marzo 2002 (artt. 1, 4, 5, 6, 7 e 8); servizio «Assegnazione di immobili comunali per scopi sociali» (aggiornato all'8 aprile 2026) e graduatoria 2026, approvata con delibera della Giunta comunale n. 126 del 26 marzo 2026, letti il 31 ottobre 2026.
- Comune di Bolzano, servizio «Richiedere l'autorizzazione per pubblici spettacoli, eventi, attività culturali e ricreative», aggiornato al 7 ottobre 2025: domanda online almeno trenta giorni prima, SCIA per i locali agibili fino a 500 persone, richiesta separata all'Ufficio Ambiente per DJ, musica dal vivo o karaoke negli esercizi commerciali e pubblici esercizi, calcolo del rischio oltre le 500 persone, diritti di 25 euro e bolli.
- Comune di Bolzano, «Bando Youth In Action: proposte progettuali dai giovani per i giovani», 5 maggio 2026 (fino a 26 anni, fino a cinque progetti, domande entro il 30 settembre 2026) e Bolzano Quotidiano, «Giovani protagonisti a Bolzano», 5 maggio 2026 (contributo massimo di 2.000 euro su un costo fino a 2.500); Die Neue Südtiroler Tageszeitung, «Tabula Rasa», 27 novembre 2025 (fondo di 15.000 euro, sette progetti, 18–26 anni); Weigh Station, «Tabula Rasa» 2026 (500, 1.000 o 2.000 euro a 18–26enni, singoli o gruppi, non ad associazioni; fondo di 30.000 euro con il sostegno di Ufficio Politiche giovanili, Comune e Fondazione Cassa di Risparmio; domande dal 30 marzo al 30 novembre 2026; «Fondo esaurito» al 31 ottobre 2026); Sport e Salute, avviso pubblico «Fabbrica – Spazi Civici per la Gioventù», 21 ottobre 2026 (27 milioni; 14–35 anni; capofila ASD/SSD o ETS; capofila ETS solo se associazione o fondazione; partenariato di almeno tre soggetti, capofila compreso, con componente sportiva e sociale; 150.000–250.000 euro per 18–24 mesi; spazio disponibile per tutta la durata; adeguamento dei locali fino al 10% della voce «beni e servizi»; domande sulla piattaforma di Sport e Salute; venti punti per l'autonomia dei giovani; domande dalle 12 del 4 novembre alle 12 del 18 dicembre 2026); Dipartimento per le politiche giovanili, monitoraggio «Spazi Civici di Comunità» (164 progetti in 17 regioni, più di ventimila giovani, febbraio 2023–giugno 2026) e graduatoria della fase 1 di «RiGenerazioni», giugno 2026 (818 proposte, 259 ammesse alla fase 2; conteggio mio sul PDF della graduatoria).
- Comune di Bolzano, mozione n. 11 del 21 aprile 2026 dei consiglieri Thomas Brancaglion, Matthias Cologna e Giuliana Dragogna (Team K), «Negozi sfitti in città, una proposta», e riepilogo della situazione delle mozioni aggiornato al 6 agosto 2026 («tradotta e trattabile»); il Dolomiti, «Vetrine vuote e saracinesche abbassate? Ecco un piano per restituire i negozi sfitti alla città», 4 maggio 2026 (contenuto della mozione, giovani artisti e artigiani, patti di collaborazione «come Trento»), e «Negozi sfitti, vetrine sporche e degrado: a Bolzano multe fino a 1000 euro», 22 settembre 2026 (commissione, 5 favorevoli e 3 astenuti, multe da 600 a 1.000 euro); Team K, programma per Bolzano 2025; Consiglio regionale, interrogazione n. 1266 del 27 marzo 2024 del Team K sull'amministrazione condivisa dei beni comuni, testo su piudemocraziaintrentino.org (otto comuni con regolamento in regione, tutti trentini; Bologna 2014; 310 enti locali e oltre 8.000 patti in dieci anni).
- l'Adige, «Skate park di Trento, il Comune lo affida alla UISP e alle associazioni dei giovani», 28 giugno 2021 (patto di collaborazione biennale, primo patto del 2017, gruppo di lavoro). Per Bologna e per la diffusione del regolamento, l'interrogazione della nota 11.
- A. Seijas, M. Gelders, «Governing the night-time city: The rise of night mayors as a new form of urban governance after dark», Urban Studies, online dal 2019, doi:10.1177/0042098019895224 (indagine su 35 persone in 34 città nel 2018; ruolo interamente consultivo; 56% con bilancio fino a 20.000 dollari; «the purpose of this study was not to assess its impact»; Rembrandtplein: progetto pilota con venti steward, −40% segnalazioni di disturbo secondo una valutazione del 2018); Wikipedia, «Night mayor», con le fonti sulle singole città; Tageskarte (dpa), «Ein Jahr Nachtbürgermeister in Mannheim», 30 luglio 2019.