Proposte, nodo «Turismo e misura»
Il turismo che restituisce
Nei comuni dove i letti superano i residenti, una parte di ciò che gli ospiti già pagano può diventare casa per chi li serve.
In 23 comuni dell'Alto Adige i posti letto per i turisti superano i residenti. Propongo che questi comuni usino un margine che la legge dà già loro — alzare l'imposta di soggiorno, d'intesa con l'organizzazione turistica, fino al tetto dei 5 euro a notte — e destinino l'intero aumento a un fondo comunale per l'alloggio di chi lavora nel turismo e nei servizi del paese, con una diagnosi pubblica dei fabbisogni ogni tre anni, sul modello francese.
- Stato
- Proposta argomentata, da discutere con i comuni turistici, le loro organizzazioni turistiche e la Provincia. Versione 1.1 del 30 ottobre 2026: aggiunto che cosa il comune cede all'organizzazione turistica nella via d'intesa. Auf Deutsch lesen.
- Chi può decidere
- Ogni consiglio comunale, per l'aumento e la sua destinazione, d'intesa con l'organizzazione turistica del territorio (articoli 8 e 8-bis del regolamento provinciale sull'imposta). La Giunta provinciale, che con una modifica di una riga allo stesso regolamento può mettere nero su bianco che l'alloggio per chi lavora rientra fra le finalità ammesse. Il Consiglio provinciale, se vuole scriverlo nella legge del 2012.
- Costo stimato
- Per i bilanci pubblici quasi nulla: paga chi pernotta, con un'imposta che si riscuote già. Un euro in più a notte nei 23 comuni vale circa 15 milioni l'anno; il calcolo e le ipotesi sono più sotto.
- Tempi
- L'aumento si delibera entro il 30 settembre e si applica dal 1° gennaio successivo: deliberato nel 2027, il fondo incassa dal 2028.
- Novità
- Il margine d'aumento esiste già nella legge, ma è pensato per il marketing e i servizi turistici. Non ho trovato, in Alto Adige o altrove in Italia, una norma che destini l'imposta di soggiorno alla casa dei lavoratori; nelle località turistiche del Colorado si fa dal 2021–2023. La Provincia ha già fatto tre passi vicini — alloggi temporanei nelle zone produttive, alberghi dismessi riusabili per i lavoratori, la casa dei dipendenti fra i criteri per prorogare i diritti sui nuovi letti — ma manca un finanziamento stabile e locale.
Il problema, nei dati
Per trent'anni l'Alto Adige ha avuto un numero di letti turistici quasi fermo: fra il 1990 e il 2019 la media annua ha oscillato fra 210.525 e 229.443, mentre i pernottamenti salivano. Dal 2019 al 2025 i letti sono passati da 225.067 a 262.868: 37.801 in più, +16,8% in sei anni.1 La crescita è venuta tutta dopo che la politica aveva annunciato un tetto ai posti letto, ed è il motivo per cui questa pagina esiste: capire che cosa contano davvero queste cifre, e che cosa il territorio riceve in cambio.
Posti letto turistici in Alto Adige, 1990–2025
Nel frattempo i pernottamenti sono saliti da 33.684.554 nel 2019 a 38.241.898 nel 2025 (+13,5%) e gli arrivi da 7.704.312 a 9.072.335 (+17,8%): più ospiti, soggiorni più brevi, in media 4,2 notti.1 La crescita dei letti non sta negli alberghi: fra il 2022 e il 2023, l'anno del salto più grande, i letti alberghieri sono cresciuti di 2.490 unità su un aumento totale di 9.573; quasi tre quarti dell'aumento sta fuori dagli alberghi, in esercizi che vengono usati molto meno (nel 2023 l'utilizzo lordo era il 46,7% negli alberghi e il 25,0% in alloggi privati e agriturismi).2
La pressione non è distribuita: è concentrata. In 23 comuni su 116 i posti letto superano i residenti; insieme questi comuni hanno 107.902 letti, 58.206 residenti e 16.398.447 pernottamenti l'anno: il 41,0% dei letti e il 42,9% dei pernottamenti della provincia, con il 10,7% dei residenti.1 Detto in un altro modo: in una notte media dell'anno, in questi paesi dormono circa 45 mila ospiti accanto a 58 mila residenti.
I 23 comuni con più posti letto che residenti (2025)
| Comune | Posti letto | Residenti | Letti per residente | Pernottamenti |
|---|---|---|---|---|
| Corvara in Badia – Corvara | 8.147 | 1.438 | 5,67 | 1.073.115 |
| Selva di Val Gardena – Wolkenstein in Gröden | 9.457 | 2.630 | 3,60 | 1.485.646 |
| Stelvio – Stilfs | 3.755 | 1.179 | 3,18 | 447.364 |
| Sesto – Sexten | 5.123 | 1.799 | 2,85 | 861.043 |
| Badia – Abtei | 9.455 | 3.589 | 2,63 | 1.333.997 |
| Tirolo – Tirol | 5.955 | 2.493 | 2,39 | 874.258 |
| Scena – Schenna | 6.901 | 3.069 | 2,25 | 1.070.578 |
| Braies – Prags | 1.478 | 690 | 2,14 | 178.619 |
| Senales – Schnals | 2.442 | 1.234 | 1,98 | 314.004 |
| Avelengo – Hafling | 1.501 | 823 | 1,82 | 349.323 |
| Dobbiaco – Toblach | 5.940 | 3.492 | 1,70 | 701.868 |
| Rio di Pusteria – Mühlbach | 5.540 | 3.330 | 1,66 | 996.754 |
| Santa Cristina Valgardena – St. Christina in Gröden | 3.316 | 2.036 | 1,63 | 544.671 |
| Marebbe – Enneberg | 5.160 | 3.221 | 1,60 | 746.122 |
| Castelrotto – Kastelruth | 10.009 | 7.062 | 1,42 | 1.844.266 |
| Curon Venosta – Graun im Vinschgau | 3.230 | 2.398 | 1,35 | 495.481 |
| Tires – Tiers | 1.359 | 1.036 | 1,31 | 153.691 |
| Rasun-Anterselva – Rasen-Antholz | 3.805 | 2.936 | 1,30 | 532.480 |
| San Candido – Innichen | 4.085 | 3.318 | 1,23 | 633.938 |
| Ortisei – St. Ulrich | 5.356 | 4.710 | 1,14 | 865.587 |
| Valdaora – Olang | 3.429 | 3.276 | 1,05 | 630.093 |
| Villabassa – Niederdorf | 1.617 | 1.607 | 1,01 | 194.081 |
| Martello – Martell | 842 | 840 | 1,00 | 71.468 |
| I 23 comuni insieme | 107.902 | 58.206 | 1,85 | 16.398.447 |
Posti letto e pernottamenti 2025 (media annua e totale dell'anno), popolazione al 31 dicembre 2025 (dato provvisorio). Fonte: ASTAT, Atlante statistico.1
Il tetto ai posti letto, com'è davvero
Dal 2022 l'Alto Adige ha una norma che fissa «un limite massimo di posti letto rilevati e stabiliti a livello provinciale, comunale e di singolo esercizio ricettivo»: l'articolo 34, commi 6 e 7, della legge provinciale sul territorio, introdotti nell'agosto 2022; dal 2023 chi ospita più turisti del proprio tetto paga una sanzione pari a cento volte l'imposta di soggiorno per ogni pernottamento in eccesso.3 Ma il tetto non è il numero dei letti del 2019: ogni esercizio ha potuto farsi riconoscere, entro giugno 2023, o i letti della propria licenza o il numero di ospiti sopra i 14 anni dichiarati nel giorno a propria scelta del 2019; il regolamento fa salvi i progetti autorizzati o richiesti entro il 31 luglio 2022 e dà quattro anni per ottenere il titolo edilizio per i letti nelle zone turistiche già individuate; l'agriturismo e gli alberghi nei centri storici e nelle zone di recupero possono crescere in via d'eccezione; e sopra il totale così rilevato stanno due contingenti «anticipati», 7.000 letti da distribuire ai comuni e 1.000 a disposizione della Provincia, con un massimo di 150 letti per esercizio nelle nuove assegnazioni.4
Il risultato è che il tetto è più alto dei letti che esistevano, e i letti continuano a crescere senza violarlo: in parte è offerta nuova già autorizzata, in parte è emersione — letti che c'erano ma non risultavano, fatti registrare per non perderli.5 Quando il Consiglio provinciale approvò la norma, nel luglio 2022, la stampa riferì un livello di riferimento di 229.088 letti per il 2019, più della media annua ASTAT dello stesso anno (225.067); la rilevazione vera e propria, esercizio per esercizio, si è chiusa solo nel giugno 2023.6 Nel 2026, mentre si avvicinava la scadenza dei quattro anni, la Provincia ha portato da 4 a 9 anni il termine per una parte di quei diritti — i letti realizzabili nelle zone turistiche già individuate o assegnate — ma solo nei comuni a rischio di spopolamento o economicamente deboli elencati in una tabella, esclusi quelli sopra i 500.000 pernottamenti, con l'assenso del consiglio comunale, l'obbligo di una certificazione di sostenibilità per i nuovi esercizi e il limite dei 150 letti; fra i criteri che il consiglio comunale deve pesare c'è, testualmente, «la disponibilità di alloggi per i dipendenti».4 Quanto al numero esatto del tetto oggi, comune per comune, l'elenco provinciale previsto dal regolamento non è pubblicato: dall'esterno il tetto non è verificabile.
Chi fa funzionare quei letti, e dove dorme
Nel 2024 il turismo altoatesino ha impiegato in media 42.039 lavoratori dipendenti: il 58,8% con contratto stagionale, il 27,7% part-time, il 42,6% stranieri. In agosto i dipendenti erano 48.093, in novembre 33.347: quasi 15 mila persone entrano ed escono dal settore — e spesso dalla provincia — ogni anno.7 Secondo l'Istituto promozione lavoratori, circa il 12% dei dipendenti del settore privato guadagna meno di 9 euro lordi l'ora, in un anno in cui alberghi e ristorazione sono fra i settori che hanno trainato la crescita dell'occupazione.8 Il programma provinciale per il turismo (LTEK 2030+), la base scientifica dello stesso tetto, scriveva già nel 2022 che stagionalità e dipendenza da manodopera dall'estero sono fra le sfide più grandi del settore e che l'intensità del turismo fa salire gli affitti; fra le strade possibili dello scenario 2030+ indicava la conversione degli edifici turistici dismessi in abitazioni a prezzi accessibili e alloggi per dipendenti, e raccomandava di integrare gli alloggi per dipendenti nella pianificazione del territorio.9 Dove il turismo è più denso, chi ci lavora fa più fatica ad abitare: è il paradosso che questa proposta prova a chiudere.
Che cosa c'è già
La Provincia non parte da zero, e va detto. Dal 2023 una delibera permette alloggi temporanei per dipendenti nelle zone produttive, e nel luglio 2025 la Giunta ha approvato 191 locali di questo tipo in cinque zone produttive di interesse provinciale, in sei comuni.10 Dal 2 ottobre 2026, con una legge approvata il 24 settembre, gli esercizi ricettivi dismessi possono ospitare lavoratori di qualsiasi settore senza cambio di destinazione d'uso, una norma accolta con favore anche dall'associazione degli albergatori.11 Il Trentino ci era arrivato prima: la sua legge urbanistica del 2015 permetteva di usare gli alberghi dismessi per il personale degli alberghi in attività (una linea guida della Giunta l'ha resa applicabile nel settembre 2023), e una legge dell'aprile 2024 ha esteso la possibilità ai lavoratori degli altri settori; due mesi dopo, però, l'assessore provinciale al turismo diceva di non avere notizia di alcun progetto avviato. Il Land Tirolo ha criteri urbanistici dedicati agli alloggi per il personale.12 E il regolamento dell'imposta di soggiorno esenta già oggi «il personale che pernotta nell'esercizio presso cui presta servizio»: il sistema sa che i dipendenti dormono dove lavorano.13
Quello che manca è il denaro stabile e locale per far succedere le cose: comprare o recuperare un edificio dismesso, convenzionare posti letto, integrare un affitto. Ed esiste una fonte che cresce esattamente dove cresce la pressione: l'imposta di soggiorno. In Alto Adige si applica dal 2014 a tutti gli esercizi ricettivi; dal 2024 l'importo base è di 1,50, 2 o 2,50 euro a notte secondo la categoria, e la legge permette di arrivare fino a 5 euro.14 Il gettito base è ripartito per regolamento: 60% alle organizzazioni turistiche, 30% a IDM per il marketing di destinazione, 10% ai comuni per servizi e infrastrutture rilevanti per il turismo. Ma dal novembre 2024 c'è anche un'altra strada: con una deliberazione del consiglio comunale d'intesa con l'organizzazione turistica, il comune può aumentare l'imposta «per il finanziamento di servizi e infrastrutture rilevanti per il turismo» e usare direttamente l'intero gettito dell'aumento per quello scopo. In cambio, in questa via l'organizzazione turistica riceve il 70% del gettito base invece del 60%, e il comune rinuncia alla propria quota del 10% della parte base; l'aumento va deliberato o confermato ogni anno entro il 30 settembre, oppure fissato per più anni, ma non oltre la fine dell'anno in cui si rinnova il consiglio comunale.15 Il meccanismo, quindi, esiste già: quello che nessuno ha ancora fatto è puntarlo sulla casa di chi lavora.
Di quanto denaro parliamo? Secondo un'analisi su dati Istat e Siope, nel 2024 il gettito dell'imposta in Alto Adige sfiorava i 170 euro per residente, e a Castelrotto valeva il 43,9% delle entrate tributarie comunali; ai comuni, dal 2025, ne resta la quota del 10%, dopo anni in cui la riscuotevano quasi solo per conto delle organizzazioni turistiche e di IDM.16 Nel 2025, su proposta del presidente della Provincia, il Consiglio dei comuni ha deciso che dal 2026 l'imposta entri nel calcolo della capacità finanziaria dei comuni, da cui dipendono i contributi provinciali: era deciso il principio, non la misura (la proposta era contare metà della quota comunale, 5 punti su 10), e i comuni più turistici protestavano. Nello stesso articolo il presidente del Consorzio dei comuni stima il gettito complessivo dell'imposta in circa 90 milioni di euro l'anno. Per i comuni turistici è un motivo in più per legare l'aumento a uno scopo visibile e difendibile.17
Che cosa sappiamo da altrove
Colorado. Le località sciistiche del Colorado hanno cominciato nel 2021–2022 a tassare i pernottamenti per pagare la casa dei lavoratori. A Steamboat Springs una tassa del 9% sugli affitti brevi, approvata dagli elettori e in vigore dal 2023, finanzia l'edilizia per chi lavora, in particolare il progetto Brown Ranch dell'ente locale per la casa: nel solo gennaio 2024 ha incassato 2.837.332 dollari.18 Ad Aspen gli elettori hanno approvato nel 2022, con quasi il 62%, una tassa del 5–10% sugli affitti brevi, attesa a regime intorno ai 9 milioni di dollari l'anno, con il 70% destinato dal consiglio comunale alla casa accessibile e il 30% ad ambiente e infrastrutture; misure simili sono passate lo stesso anno a Carbondale, Dillon e Salida, dopo Crested Butte, Ouray e Telluride l'anno prima.19 Il controesempio è Vail: nel novembre 2025 una tassa del 6% è stata respinta per 35 voti (916 no, 881 sì), e l'argomento vincente degli oppositori è stato che colpiva solo gli affitti brevi e i condotel, esentando gli alberghi.20 L'imposta altoatesina non ha questo difetto: si applica a tutti gli esercizi ricettivi, alberghi compresi.
Francia. La loi Montagne II del 2016 obbliga ogni comune con la qualifica di comune turistico a firmare con lo Stato una «convenzione per l'alloggio dei lavoratori stagionali»: una diagnosi dei fabbisogni, obiettivi, mezzi, da attuare entro tre anni e rinnovare; se il comune non la fa o non raggiunge gli obiettivi, il prefetto può sospendergli il riconoscimento di comune turistico.21 Non è una storia di successo pieno: «quasi dieci anni dopo, le difficoltà persistono», scrive una proposta di legge dell'ottobre 2025 che vuole estendere e rafforzare lo strumento.21 Ma l'idea di fondo — nessun comune turistico senza una diagnosi e un piano per l'alloggio di chi ci lavora — è la parte di governo che qui manca del tutto.
Baleari. L'imposta di soggiorno delle isole alimenta dal 2016 un fondo a destinazione vincolata per il turismo sostenibile, che per alcuni anni ha finanziato anche la casa pubblica. Nel 2023 il nuovo governo ha tolto la casa dalle destinazioni con una modifica di legge; nel novembre 2024 il parlamento ha approvato una mozione che lo sollecita a destinarle di nuovo una parte del fondo, e nel giugno 2026 il governo ha proposto di farlo, mentre gli albergatori di Ibiza e Formentera chiedono invece un piano per la casa con fondi propri.22 La lezione non è che il vincolo non funziona: è che la destinazione di un'imposta cambia con le maggioranze, e si difende meglio quando è scritta in una norma e un rendiconto pubblico mostra che cosa produce.
I precedenti del Colorado dimostrano che il meccanismo incassa davvero e che gli elettori di località turistiche lo hanno approvato quasi ovunque; non esiste però, che io sappia, una valutazione pubblicata di quante case abbia prodotto e per chi, anche perché i progetti grandi (Brown Ranch) sono a metà strada. La Francia dimostra che l'obbligo di diagnosi si può scrivere in legge, e insieme che senza controlli resta sulla carta. Sull'elasticità della domanda — se uno o due euro a notte scoraggino qualche ospite — non ho trovato studi locali: i confronti possibili sono indiretti, e l'esperienza dell'aumento 2024, che non ha fermato la crescita dei pernottamenti, suggerisce effetti piccoli ma non li misura. Infine, questa proposta tocca gli alloggi, non il tetto ai letti: non è una risposta al traffico o al consumo di suolo, e non va venduta come tale.
Che cosa propongo
Cinque componenti, in ordine di chi può farle.
1. L'aumento che resta nel paese. Ognuno dei 23 comuni con più letti che residenti delibera, d'intesa con la propria organizzazione turistica, un aumento dell'imposta di soggiorno — per fissare le idee, un euro a notte, uguale per tutte le categorie — e lo usa direttamente, come il regolamento già consente, per un fondo comunale «Casa per chi lavora qui». Niente impedisce a un comune fuori dai 23 di fare lo stesso; i 23 sono quelli dove il rapporto fra pressione e abitanti lo giustifica di più.
2. Un fondo con regole semplici e pubbliche. Il fondo paga quattro cose, in quest'ordine di preferenza: il recupero di esercizi dismessi da destinare ad alloggi per lavoratori, come la legge del settembre 2026 ormai permette senza cambio di destinazione d'uso; convenzioni con i datori di lavoro che creano posti letto per il personale, con canone calmierato e standard minimi di qualità; un'integrazione all'affitto per chi lavora nel comune e non trova casa a prezzi compatibili col proprio salario; e, dove serve, quote di cofinanziamento di alloggi sociali. Ne beneficia chi ha un contratto di lavoro nel comune — nel turismo o nei servizi che il turismo presuppone: scuola, sanità, negozi, manutenzione — con priorità agli stagionali, che sono i più scoperti. Ogni anno il comune pubblica un rendiconto: quanto incassato, quanto speso, quanti posti letto creati o convenzionati, quante persone alloggiate.
3. Una riga nel regolamento provinciale. La Giunta aggiunge al regolamento dell'imposta una precisazione: fra i «servizi e infrastrutture rilevanti per il turismo» finanziabili con l'aumento rientrano gli alloggi per il personale delle imprese del comune. Oggi quella lettura è difendibile — un settore con 48 mila dipendenti in agosto non funziona senza letti per chi ci lavora, e il regolamento stesso esenta il personale che dorme in azienda — ma non è scritta, e la vicenda delle Baleari mostra quanto in fretta può cambiare la destinazione di un'imposta: meglio che sia scritta. È una modifica che la Provincia può fare da sola, con un decreto del Presidente, come ha già fatto più volte dal 2013.15
4. La diagnosi triennale, sul modello francese. Ogni comune che attiva il fondo pubblica, ogni tre anni, una diagnosi dei fabbisogni: quanti lavoratori stagionali e stabili servono al paese, dove dormono oggi, a che prezzo, quanti posti mancano; e un piano con obiettivi numerici per il triennio. Senza diagnosi il fondo non spende: prima si conta, poi si costruisce. La Provincia raccoglie le diagnosi in un unico posto, così il fenomeno — oggi invisibile nelle statistiche — diventa misurabile.
5. Il tetto verificabile. Infine, una componente di trasparenza che non costa nulla: la Provincia pubblica l'elenco dei posti letto rilevati e assegnati per comune — il registro del tetto, che per regolamento già esiste — accanto ai dati ASTAT. Oggi il tetto si deve credere sulla parola; un limite che nessuno può verificare non rassicura nessuno, né chi teme il troppo turismo né chi investe.
Castelrotto — 10.009 letti, 7.062 residenti, 1.844.266 pernottamenti, e un'imposta di soggiorno che vale già il 43,9% delle sue entrate tributarie — può deliberare l'aumento di un euro entro il 30 settembre 2027, d'intesa con la propria organizzazione turistica, e incassare dal 2028 circa 1,7 milioni l'anno per la casa di chi ci lavora: abbastanza per recuperare un esercizio dismesso ogni due o tre anni o per convenzionare centinaia di posti letto. In cambio, in questa via il comune cede all'organizzazione turistica la propria quota del 10% della parte base. Se la Provincia nel frattempo scrive la riga del punto 3, ogni dubbio interpretativo sparisce; se un'intesa con l'organizzazione turistica non si trova, resta la strada ordinaria, in cui il 10% dell'aumento va comunque al comune. Bolzano non è fra i 23 — ha 5.537 letti per 106.901 residenti — ma è il posto dove i pernottamenti crescono più in fretta, +44,8% dal 2019: lo stesso schema, puntato sui lavoratori dei servizi essenziali, merita una pagina sua, nel nodo «Abitare».
Quanto costa, e chi paga
Ai bilanci pubblici questa proposta costa poco: l'imposta esiste, la riscuotono già gli esercizi, e la gestione di un fondo comunale è lavoro d'ufficio che nei comuni piccoli può stare in una gestione associata. Paga l'ospite. Su un soggiorno medio di 4,2 notti, un euro in più a notte sono poco più di 4 euro a persona.
Gettito possibile dell'aumento nei 23 comuni, per scenario
| Scenario | Nei 23 comuni | Solo Castelrotto | Per un ospite medio (4,2 notti) |
|---|---|---|---|
| +0,50 euro a notte | 7,4 milioni | 0,8 milioni | circa 2 euro a soggiorno |
| +1,00 euro a notte | 14,8 milioni | 1,7 milioni | poco più di 4 euro a soggiorno |
| +2,50 euro a notte (il massimo uguale per tutti) | 36,9 milioni | 4,1 milioni | circa 10 euro a soggiorno |
Stime mie: pernottamenti 2025 (16.398.447 nei 23 comuni, 1.844.266 a Castelrotto) moltiplicati per l'aumento, ridotti del 10% per i pernottamenti esenti (minori di 14 anni, personale, altri casi del regolamento): la quota reale degli esenti non è pubblicata, e i numeri vanno letti come ordini di grandezza. Il massimo uguale per tutte le categorie è 2,50 euro, perché gli esercizi a quattro e cinque stelle partono da 2,50 e il totale non può superare i 5 euro; gli aumenti già deliberati riducono il margine, e secondo la stampa nel 2024 114 comuni su 116 avevano già un'imposta più alta della base:16 lo scenario più alto è quindi un limite teorico, da verificare comune per comune. Con la via d'intesa, inoltre, il comune rinuncia alla propria quota del 10% della parte base, fra 0,15 e 0,25 euro a notte secondo la categoria, che passa all'organizzazione turistica: il fondo riceve l'intero aumento, ma il guadagno per il bilancio comunale nel suo insieme è minore di quello in tabella, e per un aumento piccolo molto minore.15 Un aumento scoraggia in teoria qualche pernottamento: ho ignorato l'effetto, che ai livelli dell'aumento 2024 non è visibile nei dati.114
Per confronto: con un euro in più a notte, i 23 comuni incasserebbero ogni anno per la casa dei lavoratori più o meno quanto incassa oggi Steamboat Springs con la sua tassa del 9%: 15,3 milioni di dollari nel 2024 e 15,5 nel 2025, più dei 14 milioni che la scheda elettorale indicava come massimo per il primo anno.18 E 14–15 milioni l'anno — ipotizzando fra 150 e 300 mila euro per recuperare e arredare un alloggio in un edificio esistente, un'ipotesi mia da verificare su progetti reali — sono fra i 50 e i 100 alloggi l'anno, o l'equivalente in posti letto convenzionati e integrazioni all'affitto: non la soluzione del problema, un pezzo misurabile di soluzione.
Come sapremo se funziona
- Gettito e spesa. Quanto incassa l'aumento in ogni comune e quanta parte del fondo è impegnata entro 18 mesi: se dopo due anni più di metà del fondo è ferma, il disegno va rivisto.
- Posti e persone. Posti letto per lavoratori creati o convenzionati e persone alloggiate, per comune e per anno, distinti fra stagionali e stabili: è il numero del rendiconto annuale.
- Prezzi. Canone medio degli alloggi del fondo rispetto ai prezzi di mercato locali; e, se i dati sugli affitti per comune diventeranno accessibili (oggi non sono pubblici), confronto dell'andamento degli affitti fra i comuni col fondo e comuni turistici simili senza.
- Diagnosi. Ogni tre anni, la diagnosi dice se i posti mancanti diminuiscono: è il confronto che conta davvero, perché misura il fabbisogno e non solo l'attività.
- Verifica a tre anni. Si prosegue dove il fondo ha creato posti e speso almeno due terzi di quanto incassato; si corregge dove ha incassato senza spendere (per esempio spostando la spesa sulla gestione associata o su progetti intercomunali); si chiude, tornando alla ripartizione ordinaria, dove dopo tre anni non ha prodotto nulla. I criteri si fissano prima, nella delibera istitutiva.
Obiezioni
«È l'ennesima tassa sul turismo.» È l'uso di un margine che la legge già prevede, dentro il tetto dei 5 euro che la legge provinciale fissa dalla modifica dell'ottobre 2022. La paga chi pernotta, non chi gestisce; e il meccanismo d'intesa dà all'organizzazione turistica — cioè agli esercenti — voce sulla decisione. A Vail la tassa è caduta perché colpiva solo gli affitti brevi ed esentava gli alberghi; qui vale per tutti gli esercizi allo stesso modo.20
«Il gettito è vincolato al marketing turistico: la casa non c'entra.» Per la quota base è così, ed è la ragione del punto 3. Ma l'aumento è un'altra cosa: il regolamento permette di usarlo per «particolari progetti» e per «servizi e infrastrutture rilevanti per il turismo», e un settore che in agosto impiega 48 mila persone non ha infrastruttura più rilevante dei letti in cui quelle persone dormono. Se la Provincia non condivide questa lettura, la riga nel regolamento — o nella legge del 2012 — chiude la questione; la competenza è tutta provinciale.
«La casa del personale è un compito delle aziende.» Molte lo fanno già, e gli ampliamenti alberghieri includono sempre più spesso alloggi per i dipendenti. Ma gli stagionali dei piccoli esercizi, i lavoratori dei servizi e chi cambia datore ogni stagione restano fuori; e il mercato non recupera da solo un albergo dismesso. Il fondo integra, non sostituisce: le convenzioni con i datori sono anzi la sua prima voce di spesa.
«I comuni turistici sono già ricchi di gettito.» Proprio per questo dal 2026 la loro quota dell'imposta comincia a contare nella capacità finanziaria, e quindi a ridurre i contributi provinciali.17 Un aumento con destinazione dichiarata e rendiconto pubblico è il modo più difendibile di usare il margine che resta: si vede dove va ogni euro.
«Scoraggia gli ospiti.» Quattro euro su un soggiorno medio, in una destinazione dove l'aumento del 2024 non ha nemmeno rallentato la crescita dei pernottamenti, difficilmente spostano una prenotazione. Se succedesse, peraltro, nei 23 comuni più densi non sarebbe la catastrofe che sarebbe altrove: è lì che la pressione è massima.
«Perché solo nei 23 comuni?» Non solo: ogni comune può farlo, e la soglia «più letti che residenti» è un criterio fra i possibili, scelto perché è semplice e perché misura la sproporzione fra chi usa il paese e chi lo abita. La proposta indica dove cominciare, non dove fermarsi.
Che cosa non so ancora
- La quota di pernottamenti esenti dall'imposta (minori di 14 anni, personale, altri casi): il mio 10% è un'ipotesi dichiarata, non un dato.
- Quanto abbia già deliberato ciascun comune: nel 2024 la stampa contava 114 comuni con un'imposta più alta della base, ma non esiste un elenco pubblico delle tariffe vigenti; nei 23 comuni il margine fino ai 5 euro può essere molto minore di quello in tabella.
- Il gettito effettivo dell'imposta, in tutto e per comune: i circa 90 milioni sono una stima del Consorzio dei comuni riferita dalla stampa; i dati Siope per comune non li ho ancora estratti.
- Se la Provincia consideri già oggi finanziabili gli alloggi del personale con l'aumento dell'imposta: è una domanda da fare per iscritto all'ufficio competente.
- Il numero esatto del tetto provinciale e comunale ai posti letto: l'elenco previsto dal regolamento non è pubblicato, e il 229.088 del 2019 è una cifra riferita dalla stampa prima della rilevazione.
- La serie degli affitti per esposizione turistica dei comuni (illustrazione 2 del LTEK 2030+): i dati originali non sono accessibili pubblicamente.
- Quanti lavoratori stagionali dormano già oggi in alloggi del datore di lavoro, e in quali condizioni: nessuna statistica lo rileva; è la prima domanda della diagnosi del punto 4.
- La composizione esatta dei posti letto 2023 per categoria: nella tabella dell'annuario ASTAT la somma delle voci non coincide con il totale, e uso perciò solo i valori coerenti (alberghi e totale).2
Due domande per chi vive qui
Alcune delle cose che non so le sa chi vive qui, e soprattutto chi lavora nel turismo. Rispondere richiede un minuto e non si chiedono dati personali; le risposte non sono pubbliche, le leggiamo Alessandro e io.
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Fonti
- ASTAT, Istituto provinciale di statistica, Atlante statistico: posti letto (media annua), pernottamenti e arrivi 1990–2025 per la provincia; posti letto, pernottamenti e popolazione 2025 per comune (popolazione provvisoria). Estratti il 29 ottobre 2026. Le somme, le quote e il rapporto letti per residente dei 23 comuni sono calcoli miei su questi dati.
- ASTAT, Annuario statistico 2024, capitolo 17 «Turismo»: definizione della capacità ricettiva annua come media dei valori mensili (tab. 17.1, nota a); posti letto alberghieri 2022 (152.936) e 2023 (155.426); utilizzo lordo 2023 per categoria. Nella stessa tabella la voce «alloggi privati ed esercizi agrituristici» 2023 (76.063) non è coerente con il totale stampato (243.418): la segnalo e non la uso.
- Legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, «Territorio e paesaggio», art. 34, commi 6 e 7, aggiunti dall'art. 7, comma 4, della legge provinciale 16 agosto 2022, n. 10 (testo vigente sul Lexbrowser della Provincia, letto il 30 ottobre 2026).
- Decreto del Presidente della Provincia 26 settembre 2022, n. 25, «Criteri e modalità per il rilevamento, la determinazione del limite massimo e l'assegnazione di posti letto», testo vigente: rilevamento su licenza o pernottamenti dichiarati in una data a scelta del 2019 (artt. 3–4), elenco provinciale e limite determinato periodicamente dalla Giunta (art. 5), riassegnazioni e cessazioni (art. 6), massimo 150 letti per assegnazione (art. 7), contingenti anticipati di 7.000 e 1.000 letti (art. 10), eccezioni per centri storici, zone di recupero e agriturismo (art. 11). La proroga dei diritti acquisiti da 4 a 9 anni nei comuni dell'allegata tabella A, con i criteri citati, viene dal D.P.P. 13 aprile 2026, n. 10, modificato dal D.P.P. 23 settembre 2026, n. 28 (art. 3, comma 4-bis del testo vigente).
- Slow News, «Governare il turismo: l'esempio dell'Alto Adige», di Sarah Gainsforth, 11 maggio 2023, sul censimento dei letti e sull'emersione; STOL, «In einem Jahr 10.000 Betten mehr in Südtirol – trotz Bettenobergrenze», 7 febbraio 2025, con le spiegazioni dell'assessore Walcher e dell'associazione albergatori (progetti autorizzati prima del blocco, ampliamenti qualitativi).
- Tiroler Tageszeitung/APA, «Südtiroler Landtag beschloss Bettenstopp im Tourismus», 27 luglio 2022: approvazione della norma in Consiglio provinciale e livello di riferimento di 229.088 letti per il 2019, riferito prima della rilevazione; non ho trovato la cifra in una fonte provinciale.
- Federalberghi e Osservatorio INPS, «Osservatorio sul mercato del lavoro – Provincia di Bolzano, dati 2024»: 42.039 dipendenti in media, 24.703 stagionali (58,8%), 27,7% part-time, 42,6% stranieri, 48.093 dipendenti in agosto e 33.347 in novembre.
- il Dolomiti, «L'occupazione è da record ma il carovita è alle stelle», 2026, su dati dell'Istituto promozione lavoratori (IPL): circa il 12% dei dipendenti privati sotto i 9 euro lordi l'ora.
- Eurac Research per la Provincia autonoma di Bolzano, «LTEK 2030+ – Programma provinciale di sviluppo del turismo» (Pechlaner e altri, 2022): illustrazione 2 (canoni d'affitto per esposizione turistica dei comuni, su dati Agenzia del Territorio, ASTAT ed Eurac), sfide del settore (sez. 1.2: dipendenza da manodopera dall'estero, stagionalità), conversione degli edifici turistici dismessi in abitazioni accessibili e alloggi per dipendenti fra le possibilità dello scenario 2030+ (sez. 3.1.2.2), raccomandazione di integrare gli alloggi per dipendenti nella pianificazione territoriale (excursus a p. 30); obiettivo dello scenario 2030+: crescita senza aumento dei posti letto (sez. 3.1.2).
- Provincia autonoma di Bolzano, «Zone produttive: 191 alloggi temporanei per il personale in servizio», 9 luglio 2025 (191 locali in cinque zone produttive di interesse provinciale, in sei comuni), in attuazione della delibera della Giunta provinciale n. 629 del 25 luglio 2023; sulle critiche delle imprese artigiane ai vincoli, BGS News, «Alloggi per lavoratori: norme complicate mettono in difficoltà le imprese altoatesine», 4 marzo 2026.
- Legge provinciale 24 settembre 2026, n. 12, modifiche alla legge «Territorio e paesaggio», pubblicata il 1° ottobre e in vigore dal 2 ottobre 2026, che ha inserito nell'art. 23 della legge provinciale 9/2018 il comma 2-bis: l'uso di esercizi ricettivi dismessi «per l'alloggio di persone impiegate in aziende non determina il mutamento di destinazione d'uso»; sul dibattito e sulla posizione degli albergatori, il Dolomiti, «Gli alberghi chiusi o dismessi diventano alloggi per i lavoratori», settembre 2026.
- Provincia autonoma di Trento, «Alberghi dismessi potranno essere messi a disposizione del personale delle strutture in attività», comunicato n. 2702 del 22 settembre 2023, sulla linea guida della Giunta che attua la legge provinciale 15/2015 per il solo personale degli alberghi; Consiglio della Provincia autonoma di Trento, legge provinciale 15 aprile 2024, n. 4, «Integrazioni della legge provinciale per il governo del territorio 2015, relative alla residenzialità lavorativa»; l'Adige, «La legge sulle foresterie in hotel abbandonati? Non funziona, è già da rottamare», 8 giugno 2024 (la legge vale anche per i lavoratori di altri settori; l'assessore al turismo non ha segnali di iniziative a due mesi dall'approvazione); Land Tirol, «Kriterien Mitarbeiterunterkünfte», criteri urbanistici per gli alloggi del personale.
- Decreto del Presidente della Provincia 1 febbraio 2013, n. 4, regolamento sull'imposta comunale di soggiorno, art. 7 (esenzioni), testo vigente.
- Legge provinciale 16 maggio 2012, n. 9, «Finanziamento in materia di turismo», art. 1 (imposta da 0,50 a 5 euro per notte, dal 2014; il massimo di 5 euro viene dalla modifica della legge provinciale 18 ottobre 2022, n. 13) e art. 3 (proventi finalizzati a interventi di rilevanza turistica); tariffe base 2024 (2,50, 2,00 e 1,50 euro per categoria) nell'art. 8, comma 1-ter, del regolamento citato alla fonte 13.
- D.P.P. 4/2013 citato alla fonte 13, testo vigente: ripartizione del gettito base 60% organizzazioni turistiche, 30% IDM, 10% comuni (art. 6, commi 1-bis, 2-bis e 2-quater, dal 2024–2025); aumento comunale per progetti e per servizi e infrastrutture rilevanti per il turismo, con il 10% al comune e il 90% all'organizzazione turistica nella via ordinaria (art. 8, commi 2 e 2-bis) e con uso diretto dell'intero gettito dell'aumento da parte del comune nella via d'intesa (art. 8-bis, inserito dal D.P.P. 14 novembre 2024, n. 28); in questa via il 70% del gettito base all'organizzazione turistica, in deroga all'art. 6, commi 2-bis e 2-quater (art. 8-bis, comma 3), e delibera o conferma ogni anno entro il 30 settembre, oppure per più anni fino al 31 dicembre dell'anno in cui si rinnova il consiglio comunale (art. 8-bis, commi 5 e 6); limite complessivo di 5 euro (artt. 8, comma 2-ter, e 8-bis, comma 4); delibera entro il 30 settembre con effetto dal 1° gennaio (art. 8, comma 3). Le modifiche del regolamento dal 2013, secondo le note al testo vigente: D.P.P. 28/2013, 2/2015, 15/2016, 1/2018, 30/2023, 28/2024 e 33/2025.
- M. Casavecchia (Agenzia Umbria Ricerche), «L'imposta di soggiorno», in IRPET, Federalismo in Toscana n. 4/2025, su dati Istat e Siope: gettito 2024 in Alto Adige vicino ai 170 euro per residente; a Castelrotto il 43,9% delle entrate tributarie. Quota del 10% ai comuni dal 2025: STOL, «Ortstaxe: Gemeinden profitieren nicht im genannten Ausmaß», 9 aprile 2025, con la precisazione del Consorzio dei comuni su un articolo precedente. Comuni che nel 2024 avevano già un'imposta più alta della base (114) e conferma del limite di 5 euro: STOL, «Ortstaxe: Jetzt profitieren auch die Gemeinden», 13 novembre 2024.
- STOL, «Ortstaxe: Aufstand der Tourismushochburgen», 14 agosto 2025: il Consiglio dei comuni, su proposta del presidente della Provincia, ha deciso che dal 2026 l'imposta entri nella capacità finanziaria dei comuni; misura ancora da fissare (proposta: 5 dei 10 punti della quota comunale); gettito complessivo di circa 90 milioni di euro secondo il presidente del Consorzio dei comuni; protesta dei comuni più turistici.
- Steamboat Pilot & Today, «Steamboat City Council finalizes 9% STR tax», dicembre 2022 (aliquota, decorrenza, destinazione alla casa accessibile e al progetto Brown Ranch della Yampa Valley Housing Authority; gettito fino a 14 milioni di dollari nel primo anno secondo il quesito sulla scheda); City of Steamboat Springs, rapporto sulle imposte, gennaio 2024 (2.837.332 dollari di tassa sugli affitti brevi nel mese) e rapporto finale di dicembre 2025 (tassa sugli affitti brevi: 15.506.847 dollari nel 2025, 15.330.862 nel 2024).
- Aspen Daily News, «Aspen City Council sends short-term rental tax question to voters», agosto 2022 (70% alla casa accessibile, 30% ad ambiente e infrastrutture) e «Aspen voters approve tax on STRs», novembre 2022 (5% e 10% per categoria di permesso, circa 62% di sì, 9,14 milioni di dollari attesi dal 2024); Colorado Public Radio, «More Colorado towns raised taxes on short-term rentals this election», 11 novembre 2022 (Carbondale, Dillon, Salida; Crested Butte, Ouray e Telluride l'anno prima).
- The Colorado Sun, «Vail voters reject plan to tax short-term rentals», 17 novembre 2025: 916 no e 881 sì sulla proposta di portare dal 10,8% al 16,8% il prelievo sugli affitti brevi (7,2 milioni di dollari attesi l'anno per la casa dei lavoratori), con gli alberghi esentati.
- Loi n. 2016-1888 del 28 dicembre 2016 (loi Montagne II), art. 47, che ha introdotto gli artt. L.301-4-1 e L.301-4-2 del Code de la construction et de l'habitation; ANIL, «Logement des travailleurs saisonniers» (obbligo di convenzione per le circa 1.260 communes touristiques, diagnosi, attuazione triennale, sospensione del riconoscimento di comune turistico in caso di inadempienza); Assemblée nationale, proposition de loi n. 2020 del 28 ottobre 2025 (prima firmataria Pascale Got): «près de dix ans après, des difficultés persistent».
- Menorca.info, articolo del 13 novembre 2024 sull'uso del fondo per la casa negli anni precedenti, sull'esclusione della casa dalle destinazioni (2023) e sulla mozione del Parlament che sollecita il Govern a destinarle di nuovo una parte del fondo; La Voz de Ibiza, «Los hoteleros de Ibiza se plantan: no quieren la ecotasa para vivienda», 24 giugno 2026, sulla proposta del Govern di destinare alla casa parte del gettito e sul no della federazione degli albergatori di Ibiza e Formentera (FEHIF).