Proposte, nodo «Muoversi»
Il tempo dei pendolari
Quasi metà di chi lavora a Bolzano abita in un altro comune: circa 31.800 persone, secondo l'ISTAT, più circa 6.400 studenti. Nel 2011 sei su dieci arrivavano in auto, e per andare al lavoro l'auto fa ancora il 60% degli spostamenti in Alto Adige. Il mezzo pubblico, contato dal municipio di partenza al municipio di Bolzano, ci mette 1,55 volte il tempo dell'auto con il viaggio più rapido dell'ora, 1,71 con quello mediano; le opere che lo accelererebbero vanno dai lavori per i bus in sede protetta nella zona sud, dal 2028, al raddoppio della ferrovia per Merano, entro il 2035, e al tram dell'Oltradige, dopo il 2036. Intanto c'è una cosa che decide chi dà lavoro: che cosa trova chi arriva. Oggi la Provincia offre ai suoi dipendenti in città 1.631 posti auto a 40 euro al mese (meno per i tempi parziali), usati per il 97% da chi abita fuori, e da un anno anche l'abbonamento annuale gratuito.
Propongo un patto dei grandi datori di lavoro di Bolzano, cominciando dalla Provincia, che si può fare dal 2027 senza aspettare le opere: il posto auto come scelta (chi lo lascia riceve un importo ogni mese, chi lo tiene paga un po' di più, e i posti vanno prima a chi viaggia in due o non ha alternative), fasce d'ingresso più larghe e un giorno di lavoro da casa in più per chi abita lontano; il tutto misurato con il piano degli spostamenti casa-lavoro che la legge chiede già a ogni sede di Bolzano con più di cento dipendenti e che il Comune riceve, e con un indice pubblico dei tempi, la cui prima edizione è in questa pagina.
- Stato
- Proposta argomentata, da discutere con la Provincia come datore di lavoro (Direzione generale, Ripartizione Personale, Ufficio Organizzazione, Ufficio Patrimonio), con il Dipartimento Infrastrutture e Mobilità, con il Comune di Bolzano (Ufficio Mobilità) e con i grandi datori di lavoro della città. Versione 1 del 4 novembre 2026. Solo in italiano, per ora.
- Chi può decidere
- La Giunta provinciale per i propri dipendenti (canoni dei parcheggi, oggi fissati dalla delibera n. 788/2025, e organizzazione del lavoro); le parti del contratto collettivo per gli orari e il lavoro agile; la Giunta comunale di Bolzano per la raccolta e la pubblicazione dei piani casa-lavoro; ogni grande datore di lavoro per le proprie sedi.
- Costo stimato
- Circa 108.000 euro l'anno a regime per la parte della Provincia, cioè circa 43 euro per ciascuno dei 2.518 dipendenti provinciali che lavorano a Bolzano e abitano in un altro comune; il fondo del contributo provinciale ai pendolari è di circa 3 milioni l'anno. Il calcolo è più sotto.
- Tempi
- Indagine casa-lavoro nelle sedi provinciali di Bolzano nella primavera 2027; prova in due o tre sedi da settembre 2027, con le altre come confronto; verifica a fine 2028; estensione alle altre sedi e agli altri datori dal 2029.
- Novità
- I pezzi esistono quasi tutti, ma separati: l'abbonamento Fix365 gratuito per i dipendenti pubblici (contratto del 24 luglio 2025); i parcheggi provinciali a canone basso; il lavoro agile, che riguarda più di un terzo del personale dell'amministrazione provinciale in senso stretto; l'obbligo del piano casa-lavoro, in vigore dal 2021. Non risulta che qualcuno li abbia messi insieme, né che ne misuri l'effetto sul modo di andare al lavoro. Il Piano provinciale della mobilità sostenibile punta sulle opere e non dice nulla dei parcheggi sul luogo di lavoro né degli orari.
Il problema, nei dati
Quanti entrano, e da dove
Secondo la matrice del pendolarismo dell'ISTAT, alla fine del 2021 lavoravano a Bolzano 68.809 persone che ci andavano almeno tre giorni a settimana: 37.050 abitavano in città, 31.759 in un altro comune, il 46,2%. Di queste, 29.186 venivano da altri comuni della provincia e 2.573 da fuori, quasi tutte dal Trentino. Bolzano attira da sola il 29,0% di tutti gli spostamenti per lavoro fra comuni dell'Alto Adige (29.186 su 100.591). Per studio entrano altre 6.429 persone.1 Le origini sono concentrate: Laives da sola fa il 13%, Laives, Merano e Appiano insieme più di un quarto, e i 35 comuni con almeno 200 pendolari fanno il 75%.
La tendenza la dà l'ASTAT, che conta solo i lavoratori dipendenti: quelli che entrano a Bolzano da altri comuni sono rimasti fra 22.900 e 24.100 dal 1998 al 2015, poi sono saliti a 27.745 nel 2025. In tutta la provincia, chi lavora in un comune diverso da quello in cui abita è passato da 69.321 nel 1998 a 118.165 nel 2025: il 70% in più, più in fretta dei posti di lavoro, e oggi è la metà di tutti i dipendenti.2 Le due fonti non si sommano: l'ISTAT conta anche gli autonomi, l'ASTAT i rapporti di lavoro dipendente per sede.
Lavoratori dipendenti pendolari e posti di lavoro, 1998–2025, indice 1998 = 100
Come arrivano
L'ultimo dato ufficiale sul mezzo di chi entra a Bolzano per lavoro è del censimento 2011: auto 59,9% (alla guida 55,8%), treno 17,8%, corriera 11,0%, bus urbano 3,1%, bus aziendale 1,8%; il 52,7% usciva di casa prima delle 7.15.3 La matrice del 2021, ricavata dai registri, non dice con che mezzo ci si sposta. L'indagine dell'ASTAT e di STA sulla mobilità del 2024 dice che in Alto Adige, per andare al lavoro, si usa l'auto nel 60% degli spostamenti e il mezzo pubblico nel 15%, con 1,23 persone per auto; e che dei 103.000 viaggi in auto che in un giorno feriale partono da Bolzano o vi arrivano, 52.000 sono di chi abita in un altro comune.4 Metà dei viaggi in auto che toccano la città, insomma, è di chi viene da fuori.
Quanto ci mettono
Nessuno pubblica i tempi reali di chi entra a Bolzano la mattina. I contatori della Provincia sulle strade d'accesso e la rete Bluetooth che conta i veicoli in città esistono e compaiono nell'Open Data Hub, ma i contatori senza misure aperte, e le venti stazioni Bluetooth di Bolzano con dati fermi al maggio 2025 e senza tempi di percorrenza. Il dato più vicino è la matrice dei tempi dell'ISTAT: un percorso in auto da municipio a municipio calcolato per un venerdì di ottobre del 2020 con partenza alle 8.30, con il traffico. Per i 35 comuni da cui arriva il 75% dei pendolari, il viaggio dura in media 29 minuti, solo andata; il traffico lo allunga da un quinto, a Vipiteno, a quasi il doppio rispetto alla strada libera (Appiano 22 minuti contro 12, Terlano 20 contro 12).5
Per il mezzo pubblico ho interrogato il pianificatore di STA per due giorni feriali di novembre, martedì 10 e giovedì 12, con arrivo fra le 7 e le 8, dallo stesso punto: il municipio del comune di partenza fino al municipio di Bolzano, contando il tratto a piedi all'inizio e alla fine e le attese ai cambi.6 Il risultato, pesato con i pendolari di ogni comune: 44 minuti con il viaggio più rapido, 49 con quello mediano, contro 29 in auto. Con il viaggio più rapido dell'ora il mezzo pubblico ci mette 1,55 volte il tempo dell'auto, con quello mediano 1,71; quasi alla pari ci sono solo i comuni sulla ferrovia con un buon collegamento (Trento, Bressanone, Bronzolo, Ora: fra 1,16 e 1,23 volte), e fanno il 13% dei pendolari considerati. Per più di metà dei pendolari il rapporto è almeno 1,5.
Tempo per arrivare al municipio di Bolzano dai 35 comuni con almeno 200 pendolari: auto con il traffico e partenza alle 8.30, mezzo pubblico con arrivo fra le 7 e le 8, in minuti
| Comune di partenza | Pendolari 2021 | Auto | Mezzo pubblico, il più rapido | Mezzo pubblico, mediano | Rapporto | Viaggi fra le 7 e le 8 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Laives / Leifers | 4.131 | 21 | 31 | 37 | 1,48 | 13 |
| Merano / Meran | 2.372 | 34 | 58 | 67 | 1,71 | 10 |
| Appiano sulla strada del vino / Eppan an der Weinstraße | 2.202 | 22 | 35 | 40 | 1,59 | 6 |
| Bressanone / Brixen | 1.382 | 42 | 50 | 52 | 1,19 | 4 |
| Renon / Ritten | 1.004 | 23 | 46 | 49 | 2,00 | 4 |
| Sarentino / Sarntal | 957 | 25 | 36 | 38 | 1,44 | 12 |
| Lana | 852 | 30 | 54 | 57 | 1,80 | 8 |
| Terlano / Terlan | 846 | 20 | 28 | 31 | 1,40 | 15 |
| Caldaro sulla strada del vino / Kaltern an der Weinstraße | 846 | 29 | 39 | 39 | 1,34 | 8 |
| Trento / Trient | 793 | 45 | 52 | 59 | 1,16 | 4 |
| San Genesio Atesino / Jenesien | 685 | 21 | 30 | 31 | 1,43 | 7 |
| Cornedo all'Isarco / Karneid | 634 | 9 | 14 | 17 | 1,56 | 17 |
| Brunico / Bruneck | 556 | 62 | 100 | 102 | 1,61 | 3 |
| Egna / Neumarkt | 476 | 27 | 39 | 43 | 1,44 | 5 |
| Bronzolo / Branzoll | 472 | 23 | 28 | 41 | 1,22 | 6 |
| Ora / Auer | 427 | 26 | 32 | 43 | 1,23 | 5 |
| Fiè allo Sciliar / Völs am Schlern | 422 | 21 | 34 | 38 | 1,62 | 7 |
| Nova Ponente / Deutschnofen | 389 | 31 | 47 | 48 | 1,52 | 5 |
| Lagundo / Algund | 367 | 30 | 64 | 74 | 2,13 | 2 |
| Chiusa / Klausen | 363 | 28 | 42 | 43 | 1,50 | 5 |
| Nalles / Nals | 320 | 23 | 43 | 44 | 1,87 | 7 |
| Castelrotto / Kastelruth | 309 | 37 | 53 | 60 | 1,43 | 8 |
| Salorno sulla strada del vino / Salurn an der Weinstraße | 308 | 35 | 56 | 68 | 1,60 | 2 |
| Varna / Vahrn | 295 | 39 | 60 | 61 | 1,54 | 3 |
| Gargazzone / Gargazon | 273 | 24 | 43 | 45 | 1,79 | 9 |
| Vipiteno / Sterzing | 237 | 49 | 79 | 86 | 1,61 | 4 |
| Nova Levante / Welschnofen | 229 | 25 | 51 | 52 | 2,04 | 2 |
| Vadena / Pfatten | 223 | 26 | 43 | 43 | 1,65 | 1 |
| Marlengo / Marling | 222 | 30 | 72 | 81 | 2,40 | 4 |
| Silandro / Schlanders | 221 | 62 | 116 | 117 | 1,87 | 2 |
| Parcines / Partschins | 216 | 37 | 75 | 75 | 2,03 | 1 |
| Naturno / Naturns | 211 | 43 | 82 | 85 | 1,91 | 2 |
| Meltina / Mölten | 207 | 35 | 56 | 57 | 1,60 | 4 |
| Velturno / Feldthurns | 206 | 32 | 53 | 56 | 1,66 | 3 |
| Termeno sulla strada del vino / Tramin an der Weinstraße | 200 | 29 | 44 | 52 | 1,52 | 4 |
Pendolari: residenti che lavorano a Bolzano almeno tre giorni a settimana (ISTAT, 2021). Auto: tempo con il traffico da municipio a municipio, venerdì 2 ottobre 2020 alle 8.30 (ISTAT). Mezzo pubblico: dal municipio di partenza (coordinate di OpenStreetMap) al municipio di Bolzano, compresi i tratti a piedi e le attese, viaggi con arrivo fra le 7.00 e le 8.00 di martedì 10 e giovedì 12 novembre 2026, che danno gli stessi viaggi in 34 comuni su 35 (a Laives la media dei due giorni; pianificatore di STA, interrogato il 4 novembre 2026; orari programmati, non ritardi); per Trento la partenza è la stazione, perché il pianificatore non calcola viaggi da un punto fuori provincia. Rapporto: viaggio più rapido diviso per il tempo in auto; evidenziati i comuni fino a 1,25. A novembre la funivia del Renon e la ferrovia della Val Venosta sono sostituite da bus, almeno in parte: per Renon e per i comuni della Val Venosta i tempi possono essere diversi dal solito (per Naturno il viaggio più rapido usa il bus sostitutivo). Viaggi: quelli distinti con arrivo fra le 7 e le 8; dove sono uno o due, il mediano dice poco. Fonti 1, 5 e 6.
Il confronto ha limiti che vanno in direzioni diverse, e conviene dirli tutti. All'auto mancano la ricerca del parcheggio e l'ultimo tratto a piedi, che il mezzo pubblico invece conta (in media circa dieci minuti fra inizio e fine). I tempi dell'auto sono calcolati, non misurati, per un venerdì dell'autunno 2020, in piena pandemia, con partenza alle 8.30, mentre i viaggi del mezzo pubblico arrivano fra le 7 e le 8 di un martedì e di un giovedì del 2026: non è la stessa ora. I punti di partenza sono vicini ma non identici (il punto dell'ISTAT per il municipio e le coordinate di OpenStreetMap), e la destinazione è il municipio, non i luoghi di lavoro. Del mezzo pubblico conto gli orari programmati, non i ritardi; i due giorni danno quasi sempre gli stessi viaggi; e per sette comuni, il 7% dei pendolari considerati, i viaggi dell'ora sono uno o due. Al mezzo pubblico, infine, ho dato il viaggio migliore dell'ora, mentre chi deve essere al lavoro a un'ora precisa prende quello che arriva prima: per questo do anche il mediano. Quale limite pesi di più, senza tempi misurati, non si può dire. Ma la differenza è grande abbastanza da reggere come ordine di grandezza: per la maggior parte dei comuni il mezzo pubblico costa fra dieci minuti e mezz'ora in più a tratta. E il treno da solo non basta: se la stazione è lontana dalla partenza o dall'arrivo il vantaggio si perde, e da Merano il viaggio più rapido dura 58 minuti, contro 34 in auto.
Che a Bolzano il tempo dei pendolari è una questione di molte persone e di molti anni: chi entra cresce da dieci anni, chi si muove fra comuni cresce in tutta la provincia più in fretta del lavoro, e nel 2011 sei su dieci arrivavano in auto, una quota che l'indagine del 2024 ritrova per tutti i viaggi di lavoro in provincia. Il mezzo pubblico è competitivo dove c'è il treno e una stazione vicina alla partenza e all'arrivo; altrove costa ancora troppo tempo, e le opere che lo cambierebbero sono lontane. Nel frattempo chi guida fa una scelta ragionevole, e la fa anche perché all'arrivo trova un posto. È lì, sull'arrivo, che si può agire subito.
Che cosa c'è già
Le opere. Il Piano provinciale della mobilità sostenibile, approvato dalla Giunta il 20 giugno 2023, conta in un giorno feriale 816.600 spostamenti fra comuni, il 76% in auto, e si pone l'obiettivo del 59% nel 2035. Le misure sui corridoi verso Bolzano hanno date lontane: il raddoppio della ferrovia Merano–Bolzano fra Maia Bassa e Casanova entro il 2035, il potenziamento della linea di bus Bolzano–Laives entro il 2035, il tram dell'Oltradige dopo il 2036.7 Nella risposta del novembre 2025 a un'interrogazione del Team K, la Giunta scrive che per il «Metrobus» Bolzano–Laives ha affidato il documento di fattibilità delle alternative progettuali, senza poter dare tempi, e che il 5 settembre 2025 ha avviato la progettazione dell'ampliamento delle corsie riservate lungo la provinciale dell'Oltradige, fra Maso Pill e San Michele; il percorso protetto per il trasporto pubblico nella zona sud di Bolzano andrebbe costruito fra il 2028 e il 2030.8 Il piano provinciale, invece, non dice nulla dei parcheggi sul luogo di lavoro né degli orari.
Il prezzo. Dal 1° giugno 2025 l'abbonamento annuale Fix365 costa 250 euro per tutta la rete altoadigemobilità, esclusi i treni a lunga percorrenza e poche linee speciali.9 Con il contratto collettivo intercompartimentale firmato il 24 luglio 2025 (art. 5) i dipendenti pubblici a tempo indeterminato degli enti del contratto (Provincia, Comuni, Comunità comprensoriali, Azienda sanitaria e altri) possono averlo gratis, su domanda; nei primi quattro giorni le domande sono state quasi 15.000, secondo la stampa.10 Le aziende private, scrive STA, possono pagare l'abbonamento ai dipendenti senza imposte né contributi, se lo offrono a tutti o a categorie omogenee (art. 51 del testo unico delle imposte sui redditi); STA lo propone con un opuscolo che cita alcuni casi.11 Quanto si usi l'abbonamento gratuito lo dice una risposta della Giunta a un'interrogazione del Team K, riportata dalla stampa nell'ottobre 2026: fra il 1° novembre 2025 e il 7 ottobre 2026 l'hanno attivato 38.833 dipendenti pubblici; 3.130 non l'avevano ancora mai usato e, da novembre a settembre, il 39,4% lo usava in media uno o due giorni al mese e solo il 15,1% più di dieci.10 Quanti lo usino per andare al lavoro, e quanti abbiano lasciato l'auto, non lo misura nessuno.
Il risarcimento del tempo. La Provincia dà un contributo ai lavoratori dipendenti che abitano a più di 18 km dal lavoro, ci vanno almeno 120 giorni l'anno e con i mezzi pubblici impiegherebbero almeno 150 minuti al giorno fra andata e ritorno, contati solo in Alto Adige, purché il reddito lordo non superi i 50.000 euro e l'azienda non offra un mezzo gratuito: da 350 a 650 euro secondo il tempo, con domande fra febbraio e aprile per l'anno prima.12 Secondo la stampa le domande sono circa 5.000 l'anno, e nel febbraio 2026 la Giunta ha ridotto di 250 euro ogni fascia per restare nel fondo di 3 milioni: i 350–650 euro di oggi sono gli importi già ridotti. Il contributo compensa il tempo lungo; non lo accorcia.
Il posto auto. Nella stessa risposta del novembre 2025 la Giunta elenca i parcheggi che la Provincia mette a disposizione del proprio personale a Bolzano: 1.631 posti, di cui 1.589 coperti, in una ventina di sedi, dal Palazzo 12 (240 posti) al Central Parking (150) e alla zona sportiva scolastica Talvera (149). Il canone, fissato dalla delibera n. 788/2025, è di 40 euro al mese per un posto coperto con un contratto superiore alla metà del tempo pieno, 20 euro per i tempi parziali, 10 euro per un posto scoperto con un tempo parziale. Circa il 97% dei posti è usato da personale che abita fuori Bolzano. La risposta non dice con quali criteri si assegnino, quanti siano in affitto e a che prezzo.8 Per confronto: secondo l'ASTAT, alla fine del 2024 i dipendenti dell'amministrazione provinciale con sede di lavoro a Bolzano e residenza in un altro comune erano 2.518.13 I posti servono anche agli insegnanti delle scuole provinciali e statali, quindi i due numeri non si dividono; ma l'ordine di grandezza è chiaro: i posti sono, al massimo, circa due ogni tre di quei dipendenti, quindi per chi lavora per la Provincia a Bolzano il posto auto è una possibilità diffusa, non un'eccezione. E costa 480 euro l'anno, quasi il doppio dei 250 del Fix365, che i dipendenti pubblici oggi ricevono gratis.
Gli orari e il lavoro da casa. Nell'amministrazione provinciale in senso stretto, fra l'aprile 2022 e il marzo 2023, lavoravano in modo agile in media circa 1.400 dei circa 3.600 dipendenti, circa cinque giorni al mese ciascuno.14 Nessun rapporto dice quanti viaggi si siano evitati, né se il lavoro agile vada a chi abita più lontano.
Il piano casa-lavoro. Dal 2021 le imprese e le pubbliche amministrazioni con sedi di più di cento dipendenti in un capoluogo di provincia devono adottare ogni anno, entro il 31 dicembre, un piano degli spostamenti casa-lavoro e nominare un mobility manager; il piano va trasmesso al Comune entro quindici giorni, e il mobility manager d'area del Comune raccoglie i dati sull'origine e sugli orari d'ingresso dei dipendenti.15 Nei 98 comuni che hanno risposto all'indagine del tavolo tecnico del ministero, su 164 con l'obbligo, presentata nel novembre 2023, avevano redatto il piano 1.779 delle 4.835 imprese obbligate, il 37%, e 212 dei 936 enti pubblici, il 23%; non ci sono sanzioni.16 Quanti piani abbia ricevuto il Comune di Bolzano non è pubblicato.
Le strade. Fino al 31 maggio 2027 l'autostrada fra Bolzano Nord ed Egna/Ora è gratuita, su richiesta, per chi ha un contratto Telepass ed esce nei giorni feriali dalle 6 alle 9 e dalle 16 alle 19 («Bozner Urban Pass»).17 La misura è pensata per spostare il traffico dalla statale all'autostrada; non lo toglie dall'auto.
Che cosa sappiamo da altrove
Il parcheggio al lavoro è la leva più studiata. Nella regione di Los Angeles otto imprese hanno cominciato a pagare ai dipendenti l'equivalente del posto auto se ci rinunciavano: chi andava al lavoro da solo in auto è sceso dal 76% al 63%, le auto condivise sono salite del 64% e i chilometri in auto per il lavoro sono calati del 12% (confronto prima e dopo, con un'impresa di confronto ma senza un vero gruppo di controllo).18 A Washington una legge del 2020, applicata dal 2022, obbliga i datori con almeno 20 dipendenti che pagano il parcheggio a offrire questa scelta o un'alternativa: alla seconda tornata di rendiconti, chiusa nel gennaio 2025, hanno rinunciato al posto 1.559 dei 5.350 dipendenti a cui era stata offerta, il 29%; la stessa scheda, come media per datore di lavoro, scrive 18% (23% nelle organizzazioni con più di 100 dipendenti). Le cifre le ha raccolte un'associazione favorevole, sui dati dell'amministrazione.19 Nottingham fa pagare dal 2012 ai datori di lavoro una tassa annua sui posti auto dei dipendenti e la spende per il tram, la stazione e i bus: uno studio con controlli statistici ha trovato un effetto statisticamente significativo sulla congestione, e un altro nessun effetto negativo significativo sugli investimenti delle imprese in arrivo.20 Nel Regno Unito, nei venti piani casa-lavoro aziendali meglio riusciti, chi andava al lavoro guidando è calato in media del 18%, e gli autori mettono fra le condizioni del successo una strategia che affronti il parcheggio (casi scelti fra i riusciti, senza confronto).21
L'abbonamento gratuito conta, da solo meno. In Assia il Land dà dal 2018 un abbonamento gratuito ai suoi dipendenti: la quota del mezzo pubblico nel viaggio casa-lavoro è salita da poco meno del 30% al 47% in un anno (prima e dopo, senza confronto).22 È il caso più vicino al Fix365 gratuito dei dipendenti pubblici altoatesini.
Spostare l'ora di punta funziona, per chi partecipa. Nel Brabante olandese, con un premio per chi evitava la punta, i viaggi in punta dei partecipanti sono calati del 27% rispetto a un gruppo di controllo, e del 18% ancora nove settimane dopo la fine dei premi; nei progetti successivi partecipava però circa un invitato su cinque, e una parte tornava alle vecchie abitudini.23
Che cosa non funziona. I parcheggi d'interscambio ai margini della città tendono ad aggiungere chilometri in auto invece di toglierne, mentre quelli lontani, vicino alla partenza, ne tolgono.24 E i piani casa-lavoro che riescono, secondo lo stesso studio, affrontano anche il parcheggio.21
Non molto, presi uno per uno: quasi tutti i risultati sui parcheggi sono confronti prima e dopo, spesso su imprese che hanno scelto di partecipare, e la cifra di Washington viene da chi difende la legge, che la dà in due modi (29% dei dipendenti, 18% in media per datore). Lo studio di Nottingham è più rigoroso ma misura la congestione, non le scelte delle persone. Quello che regge è la ripetizione: in contesti diversi, quando il posto auto smette di essere gratuito o quasi, o quando rinunciarci rende qualcosa, una parte di chi guida da solo cambia. Nessuno dei casi, però, è un ente pubblico italiano con un posto auto a canone basso: che succeda anche qui è un'ipotesi da provare. Per questo la proposta comincia con una prova con un gruppo di confronto, invece che con una regola per tutti.
Che cosa propongo
Un patto dei grandi datori di lavoro di Bolzano, aperto da chi ha più dipendenti e più posti auto in città: la Provincia, e poi il Comune, l'Azienda sanitaria e le imprese della zona produttiva e del NOI. Sei pezzi, che funzionano insieme.
- Il posto auto come scelta. Chi ha un posto riservato può lasciarlo e ricevere ogni mese un importo (nella stima, 60 euro); chi lo tiene paga un canone più vicino al costo (nella stima, da 40 a 60 euro al mese per un posto coperto). I posti che si liberano non vanno a un altro automobilista solitario: vanno prima a chi arriva in due o più e a chi non ha alternative (turni senza corse, disabilità, comuni dove il mezzo pubblico ci mette più del doppio); i posti in affitto si restituiscono. Per i dipendenti pubblici, con il Fix365 gratuito, l'alternativa costa già zero.
- Fasce d'ingresso più larghe. Nelle grandi sedi, un ingresso libero fra le 7 e le 9.30 e, dove il servizio lo permette, orari concordati per sede che spostino una parte degli arrivi fuori dalla punta; il primo passo è sapere a che ora entra oggi chi lavora lì, che è uno dei dati del piano casa-lavoro.
- Un giorno da casa in più per chi abita lontano. Nel lavoro agile, la precedenza a chi impiega più di 45 minuti a tratta, e giorni a casa concordati per ufficio, così che il parcheggio si svuoti davvero e non resti mezzo pieno ogni giorno.
- Viaggiare in due. Posti riservati e più vicini per chi arriva in due o più, e un abbinamento dei colleghi per comune d'origine fatto con i dati del piano casa-lavoro. Da sola è una leva debole; insieme al punto 1 è quella che a Los Angeles è cresciuta di più.
- Il piano casa-lavoro fatto e pubblicato. Ogni sede obbligata lo consegna al Comune, come la legge già chiede; il Comune pubblica ogni anno quante sedi sono obbligate, quante l'hanno consegnato e i risultati aggregati (mezzo, comune d'origine, ora d'ingresso, posti auto), con un questionario comune per tutte le sedi. STA offre già consulenza e formazione ai mobility manager.
- Un indice pubblico del tempo dei pendolari. Ogni anno, per i 35 comuni da cui arriva il 75% dei pendolari: il tempo con il mezzo pubblico, calcolato come in questa pagina, il tempo reale in auto, la puntualità per linea. Per il tempo in auto servono le misure dei contatori della Provincia e della rete Bluetooth della città, che nell'Open Data Hub mancano o si fermano al maggio 2025: basta riaprirle, con i tempi di percorrenza.
Un settimo pezzo è un secondo passo: dare la precedenza ai bus sui due corridoi da cui entra più gente, la statale da Laives e la provinciale dell'Oltradige: Laives e Appiano da soli fanno un quinto di chi entra, e da lì il mezzo pubblico ci mette ancora circa una volta e mezza il tempo dell'auto. La Provincia ci sta già lavorando con il «Metrobus»; il patto può chiedere di anticipare le corsie e di misurarne l'effetto con l'indice.
Il primo passo lo può fare la Provincia da sola, come datore di lavoro: nella primavera del 2027 l'indagine casa-lavoro in tutte le sedi di Bolzano, che la legge chiede comunque; da settembre la prova dei punti 1–4 in due o tre sedi scelte a sorte fra quelle con più posti auto; le altre sedi entrano un anno dopo e intanto fanno da confronto.
Perché è l'unico attore che decide, oggi, sia che cosa trova chi arriva sia a che ora deve arrivare, e perché la Provincia lo è due volte: decide i treni e i bus, e dà un posto auto a chi lavora per lei. È strano che la stessa amministrazione che si è data l'obiettivo di passare dal 76% al 59% di auto fra i comuni offra ai propri dipendenti il parcheggio a 40 euro al mese senza chiedersi che cosa produca. Non propongo di toglierlo: propongo di trasformarlo in una scelta, e di contare che cosa succede.
Quanto costa, e chi paga
Le cifre sono stime mie, con le ipotesi dichiarate. Il conto riguarda la parte della Provincia, che è la sola di cui conosco i posti e i canoni; non contiene i risparmi sui parcheggi in affitto, che non sono pubblicati.
Costi annui a regime per la Provincia, sui 1.631 posti auto del personale a Bolzano
| Voce | Ipotesi | Euro l'anno |
|---|---|---|
| Importo a chi lascia il posto | Il 20% dei posti, cioè 326, a 60 euro al mese (a Washington ha rinunciato al posto il 29% di chi ha avuto l'offerta, il 18% in media per datore) | −234.720 |
| Canoni che non si incassano più | 326 posti a 40 euro al mese | −156.480 |
| Canone più alto per chi tiene il posto | 1.305 posti da 40 a 60 euro al mese | +313.200 |
| Indagine, piano casa-lavoro e prova | Mezzo posto di lavoro fra Ufficio Organizzazione e mobility manager | −30.000 |
| Fasce d'ingresso, lavoro da casa, posti per chi viaggia in due | Regole interne, nessuna spesa diretta | 0 |
| Indice dei tempi | Pianificatore pubblico e dati già raccolti; la prima edizione è questa pagina | 0 |
| Saldo | Circa 43 euro l'anno per ciascuno dei 2.518 dipendenti provinciali che entrano in città | −108.000 |
Per semplicità tutti i posti sono contati come coperti a tempo pieno; con i tempi parziali e i posti scoperti entrate e uscite sono un po' più basse. Se lascia il posto solo il 10%, la Provincia incassa circa 127.000 euro più di oggi; se lo lascia il 30%, il saldo è di circa −343.000 euro. Termini di paragone: il fondo del contributo provinciale ai pendolari, circa 3 milioni l'anno; i 40 euro al mese di oggi valgono, sui 1.631 posti, al massimo circa 783.000 euro l'anno di canoni.
Il costo vero non è in tabella: è chiedere a chi ha un posto a 40 euro di pagarne 60. La proposta lo rende sopportabile perché chi trova il canone troppo alto ha un'alternativa che non costa nulla e un importo in tasca. Il saldo, poi, dipende quasi tutto da quanti lasciano il posto: più sono, più la misura costa e più funziona.
Come sapremo se funziona
- Il mezzo. Nelle sedi della prova e in quelle di confronto, prima e dopo: la quota di dipendenti che arrivano da soli in auto, in due, con il mezzo pubblico, in bici; il dato viene dall'indagine casa-lavoro, con lo stesso questionario.
- I posti. Posti riservati ogni 100 dipendenti, posti lasciati, posti occupati da chi viaggia in due, posti in affitto restituiti.
- Le ore. La quota di ingressi fra le 7.30 e le 8.30, dalle timbrature, in forma aggregata.
- La città. L'indice dei tempi ogni anno; le auto in entrata all'ora di punta ai contatori, se la Provincia apre i dati; le persone per auto nella prossima indagine sulla mobilità (1,23 nel 2024 per i viaggi di lavoro).
- Il confronto. Le sedi della prova sono tirate a sorte fra quelle con più posti; le altre fanno da gruppo di confronto per un anno.
- Verifica a fine 2028. Si prosegue ed estende a tutte le sedi se nelle sedi della prova la quota di chi arriva da solo in auto è scesa di almeno 5 punti più che nelle sedi di confronto; si corregge (importo, canone, regole dei posti) se il calo è fra 0 e 5 punti; si chiude se non c'è differenza o se i posti lasciati vengono rioccupati da altre auto.
Obiezioni
«Dal mio paese il bus ci mette il doppio.» In alcuni comuni è vero, e la tabella lo dice. Per questo la proposta non toglie il posto a nessuno: chi non ha alternative ha la precedenza, e chi abita lontano ha un giorno da casa in più. La scelta conta per chi un'alternativa ce l'ha già, e lungo la ferrovia sono molti.
«È una tassa sui pendolari.» È il contrario di una tassa: chi lascia il posto riceve dei soldi, e chi lo tiene paga 60 euro al mese invece di 40. Oggi, invece, chi va al lavoro in treno non riceve nulla per il posto che lascia libero.
«Il Fix365 gratuito basta.» Può darsi, e in Assia l'abbonamento gratuito ha spostato molti dipendenti. Ma in Alto Adige nessuno misura se abbia cambiato il modo di andare al lavoro, e i giorni d'uso dicono solo che il 15% lo usa più di dieci giorni al mese. E con un posto auto a 40 euro al mese sotto l'ufficio l'abbonamento gratuito compete con un'alternativa che costa poco. La prova con le sedi di confronto dice anche questo: quanto fa l'abbonamento da solo, e quanto il posto come scelta.
«I posti liberati li prenderà qualcun altro.» Per questo la regola è che non vadano a un altro automobilista solitario, e che quelli in affitto si restituiscano. Se succede lo stesso, la verifica lo vede e la misura si chiude.
«Le opere risolveranno il problema.» Alcune sì, e sono già decise. Ma le date vanno dai lavori del 2028 a dopo il 2036, e chi entra a Bolzano oggi ci entrerà per dieci anni prima che arrivino. La proposta non sostituisce le opere: riempie l'attesa, e le prepara, perché un treno nuovo serve di più se all'arrivo il posto auto non è garantito.
«Il lavoro da casa svuota gli uffici.» Un giorno in più a settimana per chi abita lontano non svuota nulla; e i giorni concordati per ufficio servono proprio a lavorare insieme gli altri giorni.
«Non è compito del Comune.» In gran parte no, ed è per questo che la proposta parte dalla Provincia. Al Comune tocca ciò che la legge già gli dà: ricevere i piani casa-lavoro, raccoglierne i dati e renderli pubblici.
Che cosa non so ancora
- Quanti dei 1.631 posti siano in affitto e a che costo, con quali criteri si assegnino e se ci sia una lista d'attesa: la risposta della Giunta non lo dice.8
- Quanti piani casa-lavoro abbia ricevuto il Comune di Bolzano dal 2021, e chi sia il mobility manager d'area.
- Quanti dipendenti pubblici usino il Fix365 gratuito per andare al lavoro: la Giunta ha dato i giorni d'uso al mese, non i viaggi fra casa e lavoro né i comuni d'origine.
- Quanto ci si mette davvero in auto, alla porta dell'ufficio: i tempi dell'ISTAT sono calcolati e del 2020; quelli misurati esistono ma non sono aperti, o si fermano al 2025.
- Quali fasce d'ingresso prevedano oggi i contratti e le sedi, e a che ora entri davvero chi lavora per la Provincia.
- Quanto costi un abbonamento mensile in un parcheggio del centro di Bolzano, per fissare il canone «vicino al costo» con un dato e non a occhio.
- Come vadano gli spostamenti dei pendolari che non lavorano in ufficio: turni in ospedale, commercio, industria. Per loro gli orari contano più del parcheggio, e la proposta li tocca poco.
Due domande per chi vive qui
Alcune di queste cose le sa chi entra a Bolzano ogni mattina. Rispondere richiede un minuto e non si chiedono dati personali; le risposte non sono pubbliche, le leggiamo Alessandro e io.
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Fonti
- ISTAT, Censimento permanente della popolazione, «Matrice di pendolarismo per lavoro», anno 2021, pubblicata il 2 ottobre 2025, e nota metodologica: residenti che vanno al luogo abituale di lavoro almeno tre giorni a settimana partendo dall'alloggio e rientrandovi ogni giorno, stime da registri; esclusi gli spostamenti verso l'estero. Per lo studio, la matrice 2021 per studio dello stesso censimento. Flussi da e per Bolzano estratti il 3 novembre 2026.
- ASTAT, Atlante statistico, mercato del lavoro: lavoratori dipendenti per comune di dimora e di sede di lavoro, pendolari in entrata e in uscita, medie annue 1998–2025 (fonte: Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia), estratti il 3 novembre 2026.
- ISTAT, 15° Censimento della popolazione 2011, matrici del pendolarismo (mezzo, ora di uscita e durata; stima degli individui residenti in famiglia che entrano a Bolzano per lavoro: 21.675).
- ASTAT e STA, indagine «Mobilità locale in Alto Adige 2024» (gennaio–luglio 2024, 5.520 rispondenti fra 14 e 84 anni): astat info n. 51/2024, «Mobilità locale: spostamenti», 27 novembre 2024 (tab. 9, persone per auto; tab. 11, ripartizione per motivo di lavoro), e astat info n. 52/2024, «Mobilità locale: viaggi in auto», 28 novembre 2024 (viaggi in auto con origine o destinazione Bolzano per comune di residenza).
- ISTAT, «Matrice delle distanze temporali dei comuni italiani», aggiornamento 2021, nota tecnica del 22 maggio 2023, file Trentino-Alto Adige: percorso più rapido da municipio a municipio, venerdì 2 ottobre 2020 alle 8.30, con le impedenze del traffico (campo TEP_TOT) e senza (TTP_TOT).
- STA, pianificatore di viaggio altoadigemobilità (efa.sta.bz.it), interrogato da me il 4 novembre 2026 per martedì 10 e giovedì 12 novembre 2026, arrivo fra le 7.00 e le 8.00, tre richieste per coppia di comuni; partenza dalle coordinate del municipio (amenity=townhall) tratte da OpenStreetMap (© i contributori di OpenStreetMap, licenza ODbL); per Trento dalla fermata della stazione. Risultati per coppia e metodo in
lavoro/grezzi/sta_efa_tempi_2026-11.csvnella cartella del progetto. - Provincia autonoma di Bolzano, comunicato «Weniger Autos als Ziel: SüdtirolPlan für die Mobilität 2035 genehmigt», 20 giugno 2023, e presentazione del Piano provinciale della mobilità sostenibile (spostamenti fra comuni in un giorno feriale, ripartizione e obiettivo 2035, misure per corridoio).
- Risposta della Giunta provinciale, con lettera firmata dall'assessore Daniel Alfreider, all'interrogazione n. 1058/25 del Team K, «Mobilità, parcheggi e trasporto pubblico: la loro pianificazione e gestione provinciale a Bolzano», 21 novembre 2025 (posti per sede, canoni della deliberazione n. 788/2025, quota usata da chi abita fuori Bolzano, Metrobus, corsie dell'Oltradige, tempi delle opere nella zona sud).
- altoadigemobilità, «Fix365», letta il 3 novembre 2026; Giunta provinciale, deliberazione n. 356 del 27 maggio 2025, sistema tariffario dal 1° giugno 2025.
- Contratto collettivo intercompartimentale, chiusura del triennio 2022–2024, firmato il 24 luglio 2025 sulla base della deliberazione della Giunta provinciale n. 496 dell'8 luglio 2025: art. 5 «Abbonamento Alto Adige Pass»: Fix365 su domanda ai dipendenti a tempo indeterminato, citato nella determina n. 33 del 29 maggio 2026 del Comune di Cortina sulla Strada del Vino (impegno di spesa); il numero delle domande da stol.it, «15.000 Anträge um kostenloses Abo365Fix», 9 novembre 2025; attivazioni e giorni d'uso da una risposta dell'assessore Daniel Alfreider a un'interrogazione di Maria Elisabeth Rieder (Team K), riportata da D. Orrú, «Tausende nutzen es kaum», salto.bz, 22 ottobre 2026.
- STA, «Il trasporto pubblico in Alto Adige – Opportunità e vantaggi per aziende», ottobre 2025.
- myCIVIS, servizio «Contributi per spese di viaggio a lavoratrici e lavoratori dipendenti (Contributi per pendolari)», letto il 4 novembre 2026 (requisiti, fasce da 350 a 650 euro, domande dal 16 febbraio al 15 aprile 2026), sulla base dell'art. 54 della legge provinciale 23 novembre 2015, n. 15; domande, fondo e riduzione del febbraio 2026 da B. Varesco, «Land kürzt Pendlergeld», stol.it, 17 febbraio 2026.
- ASTAT, «Dipendenti del settore pubblico 2024 – focus flussi pendolari», astat info n. 16/2026.
- Provincia autonoma di Bolzano, Ufficio Organizzazione, Controlling report 7/2023, «Jahresbericht Smart Working 2023» (aprile 2022 – marzo 2023).
- Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, art. 229, c. 4, convertito dalla legge 17 luglio 2020, n. 77; decreto del Ministro della transizione ecologica di concerto con il Ministro delle infrastrutture 12 maggio 2021, n. 179 (Gazzetta Ufficiale n. 124 del 26 maggio 2021), modificato dal decreto 16 settembre 2022, artt. 3, 4 e 6, testo coordinato; ISPRA, «Normative e indirizzi» sul mobility management.
- A. Colleoni, presentazione al seminario del tavolo tecnico sul mobility management del Ministero delle infrastrutture, 21 novembre 2023 (imprese ed enti obbligati, nomine e piani, nei 98 comuni che hanno risposto); il 4 novembre 2026 l'indirizzo, aperto nel browser, rispondeva «pagina non trovata», e il testo l'ho letto da una copia in rete.
- Autostrada del Brennero, «Bozner Urban Pass», letta il 3 novembre 2026.
- D. Shoup, «Evaluating the effects of cashing out employer-paid parking: Eight case studies», Transport Policy, 4(4), 1997.
- Coalition for Smarter Growth, scheda sulla legge di Washington D.C. sul «parking cash-out», 22 maggio 2025, seconda tornata di rendiconti, sui dati del Dipartimento dei trasporti della città.
- S. Dale, M. Frost, S. Ison, M. Quddus, M. P. Warren, «Evaluating the impact of a workplace parking levy on local traffic congestion: The case of Nottingham UK», Transport Policy, 59, 2017; S. Dale e altri, studio sugli effetti per le imprese, Transportation Research A, 101, 2017.
- S. Cairns, C. Newson, A. Davis, «Understanding successful workplace travel initiatives in the UK», Transportation Research A, 44(7), 2010.
- infas per il Land Assia, rapporto sul LandesTicket Hessen, agosto 2025.
- Verkeerskunde, articolo sui risultati di «Spitsmijden» nel Brabante, 2013; Rijkswaterstaat, scheda sui progetti a premio.
- G. Zijlstra e altri, meta-analisi sugli effetti dei parcheggi d'interscambio, European Journal of Transport and Infrastructure Research, 15(4), 2015.